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16 settembre, 2025

Bruno Tommaso: « Sono un fiammingo del jazz, ma ci vuole anche leggerezza »

di  Davide Ielmini (estratto dalla rivista Musica, n.369, settembre 2025)

Bruno Tommaso

Il contrabbassista e compositore romano pubblica, con Caligola, Dagli Appennini alle Madonie, un disco ricco di colori e contrasti, ricerca e ricordi (qui il link al disco).
Sono ‘‘maschere sonore’’ quelle che Bruno Tommaso, alla testa del Barga Jazz Ensemble, raccoglie nei nove brani che compongono ‘‘Dagli Appennini alle Madonie’’ (Caligola 2357). E lo fa con quell’idea in testa dello studioso appassionato, dello strumentista di rango, del cantore di quella musica popolare che, attraversando la nostra Penisola, ha attraversato anche il suo cuore. E lì ci è rimasta non per gioco, ma per dovere di cronaca, di raccolta dei fatti, di necessario documentarismo e di preoccupazione futura (nel 1975 e`stato tra i fondatori della Scuola Popolare di Musica di Testaccio) che trova nella tradizione un metatesto insostituibile.
Uno strumento con il quale il contrabbassista, spesso al fianco di Giorgio Gaslini dalla fine degli anni Sessanta fino ai Duemila (ricordiamo gli album Arialu`, Fabbrica Occupata, Message, Utopia – Favola Pop, Canti di Popolo in Jazz), tenta di rispondere ad una domanda che ha sempre rivolto a se' stesso e che, ora, rimbalza sulle nuove generazioni: « I miei giovani colleghi sono bravissimi e intonati. Ma se da un lato non bisogna vergognarsi di essere bravi, dall’altro bisogna chiedersi se serva a qualcosa ciò che si sta facendo. Quale ruolo, oggi, debba avere il jazz. Insomma, dovrebbero essere meno disimpegnati » dice il Maestro.
Tra limature e incastri, levigature e connessioni, ‘‘Dagli Appennini alle Madonie’’ è una mappa dove la simbiosi tra affetti ed effetti funziona. Disco dal flavour contemporaneo « sto sempre con le orecchie aperte, ma non copio nessuno », dice il compositore – è costruito su un’architettura che vive di particolari, chiediamo a Bruno Tommaso se la definizione di ‘‘orologio svizzero’’ affibbiata a Maurice Ravel, la precisione fatta carne, da Igor Stravinski valga anche per lui. Risposta: « Ravel e Stravinski sono due monumenti pazzeschi, però lascio a loro le battutacce ».
La parafrasi è una forma cara ai compositori e lei la usa con cura e audacia: anche in ciò che si pensa di conoscere c’è sempre qualcosa di nuovo da scoprire?
Assolutamente sı`. Non a caso, i due brani preliminari di questo disco non appartengono al repertorio popolare, ma sono richieste di aiuto morale a Charles Mingus e Frank Zappa: il primo, seppur conosciuto come personaggio rissoso, era di ampie vedute, mentre il secondo un rockettaro rompiballe che avrei schivato volentieri se mai lo avessi incontrato. Eppure, negli ultimi anni della sua vita sperimentò molto con la musica contemporanea: non era un fesso. La lezione è: andare al di là delle apparenze aiuta a scoprire cose insospettabili. Come, nel mio caso, il ballo liscio: l’ho sempre detestato, eppure ‘‘Gesval’’ racconta un’altra storia...
Sua moglie non e`romagnola?

Sì, ed è pure musicista. Il liscio mi è sempre sembrato un po’ forzato, così io e mia moglie ci siamo confrontati e ho scoperto che il repertorio di questo ballo non è solo fatto da mazurche e polke: le grosse balere, infatti, sono dotate di sale secondarie dove si suonano i grandi successi internazionali e ascolti le canzoni più diverse. Insomma, si mettono in circolo aspetti sociali e umani importanti.

18 dicembre, 2024

Dagli Appennini alle Madonie. Il nuovo disco di Bruno Tommaso

Bruno Tommaso non è solo uno dei più grandi compositori jazz italiani, ma anche uno dei nostri migliori e più influenti maestri. Il suo ruolo è quello di chiarire, illuminare e rendere esplicito ciò che è nascosto od oscuro. Eppure, la sua musica è ricca di riferimenti, citazioni, simboli, doppi sensi, ma soprattutto di storie nascoste: più appare chiara e coinvolgente, più cela significati enigmatici. Quest'album è un omaggio al suo talento e alla sua maestria, voluto dal Barga Jazz Festival, che lo stesso Tommaso contribuì a fondare.

Si tratta di nove composizioni originali e inedite, che si susseguono come una suite, eseguite da un ensemble di dieci musicisti derivato dalla Barga Jazz Big Band.

Tra i solisti di spicco il pianista Stefano Onorati, il trombonista Roberto Rossi, il batterista Walter Paoli e i clarinettisti e sassofonisti Nico Gori e Rossano Emili.

Dagli Appennini alle Madonie è un album di grande spessore, capace di fondere in maniera straordinaria il jazz con la musica popolare italiana, che restituirà a Bruno Tommaso l’attenzione e il riconoscimento che merita.


Questa la formazione: Bruno Tommaso (direzione)

Andrea Guzzoletti, Alessio Bianchi (tromba), Roberto Rossi (trombone), Nico Gori (sax alto, clarinetto), Alessandro Rizzardi (sax tenore e soprano), Rossano Emili (sax baritono, clarinetto basso), Andrea Mucciarelli (chitarra elettrica), Stefano Onorati (pianoforte), Guido Zorn (contrabbasso), Walter Paoli (batteria).

Il disco è stato registrato il 27 e 28 maggio 2023, mixato e masterizzato a gennaio 2024 presso il Cicaleto Recording Studio di Arezzo, Italia, da Francesco Ponticelli.

Streaming YouTube

BargaJazz Festival 2024
Associazione Polyphonia APS
mob. 3483954468
www.bargajazz.it - info@bargajazz.it

26 agosto, 2021

Dagli Appennini alle Madonie: Bruno Tommaso torna a Barga Jazz


BARGA (LU) - Torna al "suo" Concorso Internazionale di Arrangiamento e Composizione per Orchestra Jazz - Barga Jazz", quest'anno dedicato al sassofonista Maurizio Giammarco, Bruno Tommaso con un nuovo progetto "Dagli Appennini alle Madonie" dedicato alla musica popolare italiana, osservata e filtrata attraverso la sua sensibilità di jazzista.

Primo direttore della Barga Jazz Big Band, idea nata insieme a Giancarlo "Jack" Rizzardi poco oltre la metà degli anni '80 dello scorso secolo, e compositore proprio nel 1986 dell'arcinota sigla della Barga Jazz Big Band, Bruno salirà con un manipolo di musicisti di valore sul palco del giardino di Villa Moorings venerdì 27 agosto alle ore 21.30.

Si tratta di un lavoro dedicato alla musica popolare che parte dai canti dalle montagne della Garfagnana per poi spostarsi in Sardegna, Emilia-Romagna, Puglia, Campania e Sicilia sulle tracce di un patrimonio musicale di canti di lavoro, canti di festa, ninne nanne e canti di protesta, reinterpretati e riarrangiati in chiave jazzistica.

Per questo personalissimo viaggio italiano, Bruno Tommaso si avvarrà di musicisti toscani: Michele Marini al clarinetto e sax alto, Alessandro Rizzardi al sax tenore e soprano, Rossano Emili al sax baritono e clarinetto basso, Andrea Guzzoletti alla tromba e al flicorno, Alessio Bianchi alla tromba, Silvio Bernardi al trombone, Stefano Onorati al pianoforte, Andrea Mucciarelli alla chitarra, Guido Zorn al contrabbasso e Walter Paoli alla batteria.

Il giorno dopo, sabato 28 agosto alle ore 18.00, a Villa Gherardi, Bruno Tommaso presenterà il suo libro: “La scuola che sognavo. La musica come bene comune, il jazz come dialogo” scritto con Alfredo Gasponi. (edizioni Edipan - Roma)

Bruno Tommaso è una figura chiave della musica del nostro Paese. Il suo attivismo ha lasciato un segno nella musica non solo jazz in Italia: è stato uno dei fondatori della Scuola Popolare di Musica di Testaccio; ha fondato e diretto orchestre jazz tra cui la Barga Jazz Orchestra; ha formato i migliori arrangiatori e compositori di oggi. Come detto, grazie al suo incontro con Giancarlo Rizzardi, è nato a Barga il Concorso di Composizione e Arrangiamento per Orchestra Jazz, quest'anno giunto alla sua 32a edizione.

Maggiori info: www.bargajazz.it, per informazioni: info@bargajazz.it 

Prevendite: https://www.liveticket.it/bargajazz


13 maggio, 2021

Barga Jazz 2021, regolamento e concorso

 

Barga Jazz 2021

Giunge alla sua XXXII edizione il Concorso Internazionale di Arrangiamento e Composizione per Orchestra Jazz di Barga, più brevemente Barga Jazz, quest'anno dedicata a John Surman.

Per uno come il sottoscritto che ha seguito Barga Jazz quasi ininterrottamente dall'edizione del 1988 ritrovare oggi questa manifestazione, unica nel panorama dei festival jazz d'Italia (per non dire del mondo), viva e vegeta dopo inenarrabili vicissitudini umane, economiche e artistiche è una sensazione rassicurante. Barga Jazz, grazie all'idea primigenia di Giancarlo Rizzardi, si è rivelata una palestra da cui sono passati e cresciuti musicisti oggi all'apice di una carriera internazionale e basare un festival sulla "scrittura musicale" per una big band, non può essere spacciato per un festival qualsiasi, ovvero una serie di musicisti che si esibiscono su un palco. No.

Qui si stratta di rinchiudere in un teatro venti musicisti e fargli provare per giorni musiche scritte da altri musicisti, in una vera e propria accademia del cimento dove i protagonisti sono alla fine tutti: chi esegue sul palco e chi scrive arrangiamenti (quest'anno su pezzi di John Surman, appunto) e brani scritti di sana pianta, originali.

Insomma è un festival avvincente e fuori dagli schemi, entusiasmante e sempre diverso. Da non perdere.

Chi volesse partecipare ecco il link del regolamento, mentre chi volesse invece assistere ai concerti che occuperanno tutto il mese di agosto, ma anche in luglio a Barga ci sarà musica jazz un po' ovunque.

Maggiori info: http://bargajazz.it.

Stefano Cavallini

29 agosto, 2020

Finale con doppio concerto per Bargajazz 2020

Domenica 30 agosto chiude con un doppio concerto il BargaJazz Festival 2020, manifestazione  quest'anno denominata BargaJack e dedicata a Giancarlo Rizzardi, recentemente scomparso. Un'edizione particolare questa 2020 per il festival che, se da una parte ha dovuto rinunciare al concorso di composizione ed arrangiamento per orchestra jazz, dall'altra ha fatto riscoprire i Giardini della Villa Gherardi di Barga come location perfetta per i concerti jazz e non solo. 

Dalle ore 21 nei Giardini di Villa Gherardi saliranno sul palco, Angelo Lazzeri e Stefano Onorati, rispettivamente chitarra e pianoforte dell'orchestra di Bargajazz, e presenteranno i loro progetti in piccolo gruppo: Angelo Lazzeri con Daniele Mencarelli al basso e Paolo Corsi alla batteria; Stefano Onorati assieme al trombettista Fulvio Sigurtà, Gabriele Evangelista al contrabbasso e Alessandro Paternesi alla batteria.

L'ingresso ai concerti prevede biglietti da 5 a 10 euro con un'importante promozione rivolta agli studenti delle scuole civiche di musica, dei licei musicali che avranno accesso ai concerti con un biglietto poco più che simbolico di 1 euro.

Il programma è iniziato il 18 di agosto con sedici concerti

21 luglio, 2020

Barga Jazz in salsa Covid

Barga Jazz Festival 2020
BargaJazz c'è!

Pubblicato il programma del BargaJazz Festival 2020 che si svolgerà dal 18 al 30 di Agosto. Nonostante i disagi dovuti all'emergenza sanitaria, sono tanti gli appuntamenti di questa edizione del tutto particolare, che si terrà all'aperto in piena sicurezza, nella splendida cornice dei Giardini di Villa Gherardi a Barga. Il Festival, dedicato ogni anno a un musicista diverso, per questa edizione non poteva che essere dedicato a Giancarlo Rizzardi, recentemente scomparso, fondatore del festival e instancabile animatore della vita musicale e culturale di Barga.

Rivista in parte la formula del Festival che deve rinunciare al concorso internazionale di composizione e arrangiamento per orchestra jazz, per l'impossibilità di far esibire la BargaJazz Orchestra sul palco del teatro dei Differenti. Questa sezione è rimandata al 2021 e vedrà come protagonista il sassofonista britannico John Surman.

Ci sarà invece il BargaJazz Contest (18 e 19 agosto), il concorso dedicato ai gruppi emergenti che vede la partecipazione di gruppi provenienti da tutta Italia. Particolare attenzione va all'originalità dei progetti presentati. Nell’ambito del Contest ogni anno viene assegnato un premio al miglior gruppo emergente ed un premio speciale al miglior solista dedicato a Luca Flores (eccezionale pianista scomparso nel '95, militante nell'orchestra di Barga Jazz nelle prime edizioni del Festival).

Confermata la giornata di Barga IN Jazz (la festa del jazz...) per il 23 di agosto che si terrà a partire dal pomeriggio nei giardini di Villa Gherardi dove si alterneranno i gruppi di giovani provenienti da SienaJazz University. La giornata sarà inaugurata alle ore 17 dalla West Coast Street Band che guiderà il pubblico tra le strade e le piazze del centro storico. Alle ore 18:30, come ogni anno, previsto anche un concerto presso il Duomo di S. Cristoforo in una cornice suggestiva e spirituale con Dimitri Grechi Espinoza che presenterà il suo ultimo lavoro discografico “In A Spiritual Way”. La manifestazione si concluderà poi in serata con l'Enojazz Quintet e una grande jam session.

Per i concerti saranno ospiti del Festival: Andy Sheppard e Rita Marcotulli, Scott Hamilton con Alkaline Trio, il trio MELEZ con il batterista Jim Black e la cantante Cansu Tanrıkulu, il progetto Twelve Gates di Pietro Tonolo e Charlie Cinelli.

Nel programma ampio spazio è stato dato ai solisti dell'orchestra di Bargajazz: Andrea Tofanelli, Rossano Emili, Luca Gusella, Nico Gori, Angelo Lazzeri, Stefano Onorati, presenteranno ciascuno i propri progetti in piccolo gruppo e lo stesso Mario Raja, direttore dell'orchestra, si esibirà con il suo quintetto.

L'ingresso ai concerti prevede biglietti alla portata di tutti da 5 a 10 euro con un'importante promozione rivolta agli studenti delle scuole civiche di musica, dei licei musicali e dei conservatori che avranno accesso ai concerti con un biglietto poco più che simbolico di 1 euro.

Il programma completo è disponibile sul sito www.bargajazz.it. Per informazioni e prenotazioni:info@bargajazz.it – Tel. 0583723860

22 agosto, 2019

Il XXXI Concorso Internazionale di Arrangiamento e Composizione per Orchestra Jazz di Barga

La XXXI edizione di Barga Jazz entra nel vivo con il Concorso di Arrangiamento e Composizione per Orchestra Jazz con l'esecuzione dei brani selezionati.
La Barga Jazz big band, diretta da Mario Raja, e l'ospite di questa edizione, il trombettista newyorkese Dave Douglas, eseguiranno nella prima serata, il 23 Agosto, le composizioni e gli arrangiamenti selezionati per la Sezione B, dedicata ai brani originali.
Le composizioni, selezionate tra decine di partiture inviate, sono: An old fable di Fabio Renzullo, The lover's paradigm di Giulio Gentile, Kenny di Luca Poletti, Haiku di Filippo Minisola e Cats out of the bag di Tom Haines.
Il 24 Agosto è invece dedicata alla Sezione A del concorso e vedrà invece protagonisti gli arrangiamenti originali delle musiche di Dave Douglas, il quale ricoprirà per l'occasione il ruolo di solista della Barga Jazz big band.
I brani selezionati sono: Loopy arr. di Andrea Marcoberardino, Charms of the night sky arr. di Giuliana Soscia, Shards arr. di Fulvio Epifani, A thousand evenings arr. di Francesco Briotti, Charms of the night sky arr. di Alessio Sacco, Time travel arr. di Alex Cssanyes e Rose and thorn arr. di Eduardo Rojo Gonzales.
Entrambe le serate si terranno al Teatro Dei Differenti di Barga, a partire dalle ore 21.30, ingresso 15 euro.

Maggiori informazioni: tel. 0583724418, mob. 3483954468
info@bargajazz.it - www.bargajazz.it - www.barganews.com

01 aprile, 2019

Barga Jazz 2019 – pubblicati i bandi per partecipare al concorso

Con molto piacere torna Barga Jazz, il Festival di Composizione e Arrangiamento per Orchestra Jazz di Barga, l'amena cittadina in provincia di Lucca.
Superato abbondantemente il giro di boa dell'edizione trentennale, quest'anno Barga Jazz è dedicata alla musica del trombettista statunitense Dave Douglas, che sarà ospite nei giorni del concorso.
Dave Douglas è un trombettista, compositore e produttore discografico statunitense (ha fondato l'etichetta indipendente Greenleaf. Ha collaborato con John Zorn, è stato membro dei Masada e ha lavorato tra gli altri con Sheryl Crow, Marc Ribot, Cibo Matto, Sean Lennon, Uri Caine. Attualmente ricopre il ruolo di direttore artistico del festival Bergamo Jazz.
Le finali delle sezioni A e B si terranno il 23 e 24 agosto 2019 al Teatro dei Differenti di Barga. Il concorso ha l'obiettivo primario di dare l'opportunità ai giovani compositori e arrangiatori di far eseguire le proprie opere da un'orchestra professionale. Negli anni Barga Jazz è diventata una tappa importante nella carriera

12 agosto, 2018

Scelti i brani in gara per il XXX Concorso Internazionale di Arrangiamento e Composizione per Orchestra di Barga Jazz

La sigla di Barga Jazz con Bruno Tommaso nel 2014

BARGA (LU) - Selezionati i brani finalisti per il XXX Concorso Internazionale di Arrangiamento e Composizione per Orchestra Jazz di Barga.
Per la sezione A (arrangiamento) i concorrenti si sono confrontati quest'anno con le composizioni di Dizzy Gillespie e sono stati scelti sette brani che saranno eseguiti il 25 agosto al Teatro dei Differenti dalla BargaJazz Orchestra diretta da Mario Raja. Ospite sarà il trombettista statunitense Jeremy Pelt.
I sette finalisti sono: Ed Puddick, con l'arrangiamento di Con Alma; David Berger, che ha scelto di arrangiare Birks' Works; Luca Poletti ha invece interpretato Anthropology; ancora due arrangiamenti di Con Alma rispettivamente di Roberto Rossi e Cristiano Calaresu; Sara Montagni propone l'arrangiamento di Things To Come e infine Ludovico Rinco ha interpretato Groovin High.

Per la sezione B (composizioni originali) sono stati selezionati: Pacific Palisades di Filippo Minisola; Ansium di Antonello Sorrentino; Shadow Self di Tom Haines; Dr Jeckill Mr Hide di Riccardo Garcia Rubi; The Pig Is Dancing di Lorenzo Angifili; My Bright Place di Giuseppe Di Benedetto e All The Things You Were di di Damiano Pascarelli. I brani della sezione B saranno eseguiti il 24 agosto sempre al Teatro dei Differenti di Barga.

Vera protagonista del concorso è la BargaJazz Orchestra 2018 che affianca giovani musicisti a nomi di primo piano della scena nazionale. Ai sassofoni: Nico Gori, Rossano Emili, Renzo Telloli, Dimitri Grechi Espinoza e  Alessandro Rizzardi; alle trombe: Andrea Tofanelli, Alessio Bianchi, Federico Trufelli, Andrea Guzzoletti; ai tromboni: Nicolao Valiensi, Marcello Angeli, Silvio Bernardi, Davide Guidi; la sezione ritmica è formata da: Giancarlo Bianchetti alla chitarra, Paolo Ghetti al contrabbasso, Stefano Onorati al pianoforte, Luca Gusella al vibrafono e infine Stefano Paolini alla batteria.

Maggiori informazioni:
Associazione Polyphonia
tel. 0583724418 - mob. 3483954468
www.bargajazz.it - info@bargajazz.it

03 settembre, 2017

Il lungo agosto 2017 di Barga Jazz - parte seconda

Andrea Tofanelli in azione a Barga Jazz XXX nel 2016
Come promesso eccoci all'intervista che chiude questa carrellata su Barga Jazz 2017. La manifestazione ha avuto un ottimo successo di pubblico (ecco il link diretto www.bargajazz.it), ma è stata un'altra cosa, ha perso la sua particolarità ed è diventata, ci auguriamo solo per quest'anno, una rassegna di musica jazz simile a tante altre.
L'interessante intervista che vi proponiamo riguarda uno dei musicisti che ha fatto parte della Barga Jazz Big Band appena è stato in grado di suonare il suo strumento; nato a Viareggio, suona la tromba e il suo mentore è Maynard Ferguson: Andrea Tofanelli.
Musicista intercontinentale, legato alla Yamaha per lo strumento, ha in questi anni partecipato, a importanti concerti e festival, incisioni con importanti orchestre e proprie formazioni, riuscendo a inserire anche periodi d'insegnamento.
- Sei stato molto attivo ultimamente.
- Sì, in questi ultimi la mia vita è stata davvero frenetica, tra concerti e insegnamento in tutto il mondo, trasmissioni tv e attività d’incisione sia in Italia che all’estero.
Nel 2012 e 2016 ho fatto parte della band di Gino Vannelli nei suoi tour, unico trombettista italiano che Vannelli abbia mai scritturato.
Da solista ho suonato negli Stati Uniti, in Giappone, Canada, Australia, Germania, Norvegia, Inghilterra, Lussemburgo, Malta, Finlandia, Francia, Russia, Liechtenstein, Austria, Svizzera, Olanda, Belgio, Scozia, Polonia, Grecia, Spagna, Portogallo, Egitto, Serbia e Principato di Monaco.
Nel 2016, al jazz club Herr Nielsen di Oslo, uno dei miei progetti, il mio tributo a Maynard Ferguson (col quale ho avuto l’onore di suonare più volte in Italia, Inghilterra e USA) ha registrato l’unico tutto esaurito della stagione. E sold out  simili si sono ripetuti negli USA, in Polonia, in Serbia, in Giappone e in tutti i concerti italiani degli ultimi 5 anni.
- Chissà quanti complimenti!
- Pensa che in una delle incisioni più fortunate e che mi ha dato più soddisfazione, è stata quando come prima tromba e solista nella Big Band dello svizzero Dani Felber ho registrato l'album “More Than Just Friends”, con lo zampino del leggendario Frank Foster, ex-Count Basie Orchestra. Il disco ha vinto lo Swiss Jazz Award 2010 e sono rimasto molto contento delle note di copertina; Foster, riferendosi a un mio assolo sul brano “Discommotion” che culmina su quello che tecnicamente viene definito “Do trisacuto", fa i complimenti e scrive che non aveva mai ascoltato niente del genere in nessun’altra incisione precedente. Un complimento incredibile, pensando poi a chi lo ha scritto.
Sempre con Dani Felber, il cd “Portrait of Dani” del 2015, che contiene una mia feature solistica completa sul brano “This is for My Friend Andrea Tofanelli”, ha addirittura venduto più di 60.000 copie e vinto il Disco di Platino.
Con l'orchestra di Dani Felber
- Altri progetti?
Quelli a cui tengo di più sono “Classic in Jazz”, insieme a Max Tempia (hammond) e Massimo Serra (batteria), nel quale rivisitiamo la musica classica e operistica in una chiave jazz mai scontata e sempre fresca: esplosivo. Sempre con questo trio, eseguiamo anche un repertorio dal titolo “All Around Trio” di musica a tutto tondo, toccando cantautori italiani e americani, musica latina, classica e opera.
Poi un progetto appena nato che si sta ulteriormente sviluppando è il “Total Trumpet” eseguito in duo con Francesco Tamiati, tromba solista dell’Orchestra del Teatro la Scala di Milano, nel quale si intrecciano brani per tromba classici e jazz.
Altro progetto interessante è l’European Yamaha Trumpet All Stars Group, composto da 5 dei migliori trombettisti jazz europei artisti Yamaha, con sezione ritmica, col quale eseguiamo un repertorio infuocato tratto dai dischi di Bill Chase, Maynard Ferguson e musica rock e funky.
- Come vedi il jazz italiano con la presenza ormai trentennale di fondazioni come Siena Jazz che da una parte hanno avuto il merito di divulgare il jazz ma dall’altra hanno sfornato musicisti di livello medio a ripetizione, alla fine forse nuocendo al jazz stesso.
Bella domanda, anche se è difficile rispondere senza dissertare un po' sull'argomento.
Il jazz italiano è...jazz italiano.
Non è nemmeno europeo, per come la vedo io. È proprio italiano, forse con una punta snob per tutto ciò che non gli assomiglia. Non si può paragonare al jazz americano.
Noi non siamo gli Stati Uniti, dove il jazz è nato e si è sviluppato in modo naturale come conseguenza popolare, artistica e storica del multiforme tessuto sociale americano, in cui la musica e la cultura degli emigrati europei hanno avuto un peso importantissimo. Noi, come l'Europa intera, abbiamo importato e in qualche modo adattato il jazz alla nostra cultura, che è molto lontana da quella statunitense.

Per fortuna la musica (soprattutto il jazz) è profondamente democratica ed evolutiva. Chiunque può avvicinarla e imparare a suonare uno strumento, sia a livello professionale che amatoriale. Poi ci pensa il talento personale a fare da spartiacque. C'è chi diventa compositore, oppure direttore, oppure solista, oppure apprezzato professionista, oppure bravo docente, ecc... Le strade da percorrere offerte dalla musica sono molte.
Non dimentichiamoci che il jazz in Italia non prevedeva uno studio accademico, così come la musica leggera e la musica da ballo con cui spesso interagiva. Generi musicali che hanno sempre offerto molte possibilità di lavoro ai musicisti italiani, soprattutto a quelli che non avevano studiato in conservatorio. Infatti, i pochi studenti che decidevano d'intraprendere le strade del jazz erano guardati con sospetto e sufficienza dai musicisti e dai docenti classici, perché ritenuti non all'altezza di poter suonare la musica classica.

Il jazzista si formava quindi prevalentemente da solo o direttamente sul campo di battaglia, frequentando altri jazzisti, perché le possibilità per poter imparare il jazz erano veramente poche.
Poi però le cose sono cambiate. Le possibilità di lavoro offerte dalla musica classica sono diminuite drasticamente, fino a mettere in dubbio l'esistenza stessa degli organici orchestrali dei teatri italiani. A quel punto il mondo del jazz appariva di più facile accesso rispetto al mondo della musica accademica, ed è divenuto mèta di studio per un numero sempre crescente di giovani musicisti, sempre più interessati a percorrere una strada che sembrava offrire nuove opportunità lavorative.

L'ingresso delle classi di jazz nel mondo dei conservatori italiani ha dato poi quel tocco finale, accademico e istituzionale, che al jazz mancava. Ma, come in ogni lavoro e attività che si estende e prolifera, ci sono i pro e i contro. Se da una parte si sono scoperti più giovani talenti rispetto al passato, dall'altra si sono formati anche musicisti di livello medio. Chiunque può avvicinarsi alla musica e imparare a suonare, ma poi la differenza la fa chi veramente ha talento e capacità.

Quando da ragazzo ho frequentato i corsi di Siena Jazz ho avuto la fortuna di imparare da supermusicisti come Marco Tamburini, Bruno Tommaso, Stefano Cocco Cantini e Giampaolo Casati. Fior di strumentisti e docenti. Fui pure chiamato come prima tromba al tour dell’Orchestra Giovanile di Jazz che accompagnava in tour il trio Peter Erskine, Palle Daniellson e John Taylor. Fu un'esperienza molto bella e formativa.
Poi, per qualche ragione a me ancora oscura, il rapporto con Siena Jazz si è interrotto e non è mai più ripartito. Detto questo, credo lo spirito artistico del jazz faccia la sua strada indipendentemente da tutto ciò che possiamo costruire o distruggere, promuovere oppure ostacolare. Se un musicista è mediocre, può frequentare tutte le scuole di jazz di questo mondo e accumulare tutti i titoli di studio possibili e inimmaginabili, ma resta comunque mediocre. Questo vale per tutti i campi dell'arte.

Anche nel jazz, per un vezzo molto italiano, ci sono musicisti supportati perché ideologicamente vicini a qualcuno, ma poi la carriera dei musicisti bravi e capaci che non vengono supportati, o che non vogliono immischiarsi con la politica, continua comunque ad andare avanti grazie alla loro bravura. E grazie a Dio che è così.

- Tu che frequenti parecchio gli Usa, che differenza vedi con la Berklee di Boston?
La differenza sostanziale, a mio parere, sta in una visione più professionale e concreta del jazz. Se studi alla Berklee, niente della tua preparazione musicale e strumentale è lasciato al caso. Ti insegnano veramente a cavartela in qualsiasi situazione musicale, anche se artisticamente non sei un genio.
Studi tutto e in tutti gli stili, e fai esperienza sia solistica che di sezione in ogni tipo di organico, dal piccolo gruppo fino alla big band e oltre, fino alla grande orchestra tipo Hollywood e Las Vegas. Idem per quanto riguarda le università americane.

Il “musicista professionista” americano è qualcuno che, ovunque tu lo metta a suonare, è sempre preparato e fa sempre bella figura. Da noi invece, tanto per fare un piccolo esempio, ho saputo che nella preparazione strumentale trombettistica di alcune famose scuole di jazz italiane si tralascia completamente lo studio di un gigante come Louis Armstrong.
È un po' come se i violinisti decidessero di ignorare Paganini…
L’esigenza di uno studio completo è un’esigenza che riscontro sempre più nei ragazzi che frequentano i miei corsi, vista però da alcuni insegnanti come uno svilimento del jazz.

- Barga Jazz da questo punto di vista si è dimostrata più utile o più dannosa?
Barga Jazz è sempre stata un gioiello a parte, preziosa per tutto ciò che ha sempre proposto a livello musicale. Vedere che non viene supportata in modo adeguato e che non gli viene riconosciuto l’effettivo valore che ha, è come aprire una ferita. Forse l’unica mancanza di Barga (o forse il grande merito a livello etico) è stata quella di non essersi mai legata alla politica per ottenere aiuti.
Non c’è mai stato opportunismo, ma solo una profonda e schietta ricerca musicale di qualità. Spero che questo diventi, nel tempo, un esempio da seguire per tutto il jazz italiano.
Andrea con Giorgio Gaslini a Barga Jazz, nell'edizione
del 2004 dedicata al pianista milanese.

- Barga Jazz cosa rappresenta per te.
Per me Barga Jazz ha un valore affettivo immenso. Ho ammirato chi ci suonava prima di me come se fossero dei supereroi, sono stato onorato e orgoglioso quando dal 1995 in poi mi hanno chiamato a suonare in orchestra. Giancarlo Rizzardi dovrebbero avere i giusti riconoscimenti per tutto ciò che ha fatto per questo festival e per il jazz italiano. E invece la famiglia Rizzardi si trova oggi costretta a interrompere un festival che è un fiore all’occhiello del jazz toscano e nazionale.

- Cosa pensi della situazione in cui si è ritrovata la manifestazione.
È una delle tante (troppe…) contraddizioni italiane che ci contraddistinguono nel mondo.
Barga Jazz non doveva trovarsi in questa situazione, per tutto ciò che ha fatto nella sua storia e per ciò che rappresenta. Ripeto, forse è mancato un interesse ad alto livello, un punto di riferimento sicuro, una voce per le proprie richieste finanziarie che, oltretutto, sono sempre state molto modeste.

- Conosci esempi simili a Barga Jazz, anche all’estero, che attraversano situazioni analoghe?
Le manifestazioni italiane di jazz attraversano quasi tutte un momento particolarmente difficile. Alcune ricevono più supporto, altre resistono in extremis col poco che hanno, altre ancora crollano.
Mi sembra che i festival di jazz italiani veramente in salute siano diventati pochi. All’estero vedo un approccio completamente diverso, sia professionale che organizzativo. C’è molto più riconoscimento verso gli effettivi meriti e valore dei musicisti, senza troppi favoritismi. Purtroppo, spesso ci si scontra con lo stereotipo dell’italiano che viene ritenuto poco affidabile e becero, ma per fortuna quando poi si prende lo strumento in mano e si suona le cose si mettono a posto… Personalmente, mi trovo meglio a lavorare fuori dall’Italia che in Italia.
I festival all’estero sembrano godere in generale di buona salute rispetto a quelli italiani, con qualche sofferenza qua e là.
Recentemente sono rimasto sorpreso dall’eccellente qualità dei festival nell’Europa dell’Est e nei Balcani. Paesi apparentemente più poveri dell’Italia, che invece ritagliano spazi e fondi sempre più ampi per la (buona) musica e per la cultura.
Un tempo lo facevamo noi in Italia…

- Il tuo futuro immediato e quello più prossimo.
Continuare a fare quello che ho sempre fatto fino ad oggi e migliorare continuamente. La mia visione di come affrontare il lavoro nel mondo della musica è sempre stata molto “americana”, per cui mi sono sempre preparato a suonare tutto al massimo livello possibile, in tutti i generi.
L’esperienza specie statunitense con le grandi big band mi ha dato la possibilità di conoscere e apprezzare musicisti spesso sconosciuti ai più, che avevano attraversato buona parte della storia del jazz.
All’orizzonte ci sono alcune nuove incisioni: un album col trio “Classic in Jazz” insieme a Tempia e Serra, poi un altro disco di composizioni nuove per tromba jazz e orchestra di fiati, un ulteriore cd insieme a una superformazione di musicisti toscani appena nata che abbiamo chiamato White Orks; un disco da solista con big band, e infine la registrazione del già citato “Total Trumpet” di brani classici e jazz. In realtà, in testa avrei anche un lavoro compositivo in piccolo gruppo dedicato ai luoghi e ai paesaggi della mia terra, ovvero Torre del Lago, Viareggio e la Versilia. I brani sono quasi pronti… ma la carne al fuoco è tanta.

In questi ultimi anni mi si è rovesciato completamente rapporto del lavoro: se prima l’80% delle richieste consisteva nel fare la prima tromba in big band, nelle produzioni tv e nella musica commerciale, e solo un 20% era riferito all’attività prettamente solistica, oggi mi ritrovo a girare il mondo esibendomi con un rapporto inverso.
L’attività principale è quella da solista. Continuo a suonare come prima tromba, selezionando big band e orchestre di altissima qualità.
Anche come docente sono molto richiesto in ogni parte del mondo, ma di tutto ciò in Italia, soprattutto chi si interessa al jazz in maniera professionale, sembra se ne siano accorti solo in pochi.
Non appaio praticamente mai sulle copertine delle riviste di jazz italiane, nonostante il mio nome compaia in più lingue su Wikipedia e in molti libri ed enciclopedie. Non è un problema, ci mancherebbe altro, ma ti restituisce il senso di come siamo in Italia noi italiani.
Nell'ambiente circola una battuta, nata da un mio carissimo amico avvocato e trombettista, che dice: "In Italia se riesci ad attaccare un Sol sopra il rigo senza bisogno dell’acciaccatura fai concorrenza sleale, mentre nel resto del mondo non ti fanno suonare".

Quindi, va bene così e avanti tutta senza fermarsi mai, sempre col sorriso sulle labbra e la voglia di trasmettere energia e belle sensazioni a chi ascolta…

info web: http://www.andreatofanelli.it
info FB: https://www.facebook.com/AndreaTofanelliTrumpet/

20 dicembre, 2016

I tradimenti di Barga Jazz

Torna in una versione invernale e natalizia, grazie a un dovuto riconoscimento del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, per il nuovo progetto che l'Associazione Polyphonia (la stessa che organizza Barga Jazz) offrirà tra musica afroamericana e musica popolare e colta.

Qui di seguito il comunicato:
Il progetto riprende le esperienze di contaminazione tra musica popolare, musica colta e musica jazz realizzate dall'Associazione Polyphonia negli ultimi anni. L'Associazione ha infatti collaborato con musicisti e compositori alla riattualizzazione del patrimonio musicale popolare tradizionale coinvolgendo formazioni bandistiche, gruppi folkloristici, musicisti jazz e classici. L'approccio di queste esperienze è stato sostanzialmente non filologico ma animato da uno spirito di ricerca attraverso il ri-uso del materiale tradizionale e folklorico.

Obiettivo del progetto...

16 agosto, 2016

Ai blocchi di partenza Barga Jazz XXX

Barga Jazz 2015
Dopo la selezione dei 12 brani finalisti per il Concorso Internazionale di Arrangiamento e Composizione per Orchestra Jazz di Barga, che si sono cimentati nelle composizioni e negli arrangiamenti di brani del pianista Franco D'Andrea (la sezione A - dedicata agli arrangiamenti: A2+m2 di Eduardo Rojo Gonzalez, Slow Five di Francesco Ganassin, Dancing March di Maximiliano Ravanello, Six Bars di Federico Benedetti, Old Jazz di Giampiero Spina e Two Colors di Sara Montagni; e la sezione B - dedicata alle composizioni originali: Far Away di Luca Poletti, Sta in France di Antonello Sorrentino, Rosso Marte di Oscar Del Barba, Cecilia di Salvatore Cirillo, Secret di Peter Scholz e Waiting For di Ettore Martin) che avranno le rispettive esecuzioni nei giorni 26 e 27 agosto al Teatro dei Differenti di Barga, il festival si aprirà il 18, 19 e 20 agosto 
con tre concerti Jazz for dinner nelle piazze del centro storico: Giovedì 18 in Piazza Angelio ci sarà il Max Ionata Hammond Trio, Venerdì 19 in Piazza SS. Annunziata l'Interpolar Quartet e sabato 20 l'Emanuele Parrini Quartet in Piazza Salvo Salvi.
Il 21 agosto a partire dalle ore 18 ci sarà Barga inJazz per le vie e le piazze del castello con la Large Street Band e molti gruppi di jazz di diverso stile: Daniele Orselli Quartet, Francesco Massagli Trio, Piero Orsi Trio, Luca Bellotti & Marco Del Papa, Matteo Landucci Guitar duo.
Dalle ore 18:30 nel Duomo di S. Cristoforo si terrà il concerto di Nicolao Valiensi per eufonio e saxhorn, mentre nel chiostro del conservatorio di S.Elisabetta si esibiranno i due sassofonisti Guy-Frank Pellerin e Bruno Romani.
Il festival proseguirà il 23 di agosto al Teatro dei Differenti dove Bruno Tommaso presenterà

21 giugno, 2016

Barga Jazz XXX, quest'anno.

Barga Jazz giunge al suo XXX compleanno e per l'occasione ospiterà uno dei pianisti più importanti dello stivale: Franco D'Andrea.
Classe 1941 D'Andrea si fa conoscere al grande pubblico nei cinque anni che ha militato nel Perigeo e da allora, dopo lo scoglimento del gruppo, ha galoppato verso una notorietà internazionale riconosciuta molto all'estero, ma cercando sempre di coinvolgere nei suo progetti musicisti di casa nostra, scoprendoli e valorizzandoli.
D'Andrea sarà dunque l'ospite d'onore per i 30 anni di Barga Jazz.
Un anniversario importante che vantano pochi festival jazz in Italia e che ha spinto gli organizzatori, nonostante le molteplici difficoltà economiche, a realizzare comunque il festival.
Era infatti il 1986 quando Giancarlo Rizzardi con la preziosa collaborazione del M° Bruno Tommaso propose al Comune di Barga di realizzare un Festival incentrato sulla Composizione e l'Arrangiamento per Orchestra Jazz.
Da allora, pur tra mille difficoltà, il Festival è cresciuto diventando una tappa importante nella carriera di moltissimi professionisti della scrittura jazzistica per orchestra. Da Barga sono passati nomi importanti del jazz internazionale e nella Barga Jazz Orchestra hanno militato musicisti oggi tra i più apprezzati sulla scena nazionale ed internazionale: Paolo Fresu, Stefano Bollani, Pietro Tonolo, Marco Tamburini e tanti altri.
D'Andrea sarà a Barga il 25, 26 e 27 di Agosto sul palco con la Barga Jazz Orchestra diretta da Mario Raja, suonando gli arrangiamenti realizzati dai concorrenti appositamente per lui. (Il bando di concorso è disponibile all'indirizzo qui).
Franco D'Andrea terrà anche una masterclass di alto perfezionamento.
In occasione del trentesimo anniversario Bruno Tommaso presenterà un suo inedito progetto all'interno del festival.
L'inizio ufficiale delle celebrazioni per il trentennale si è tenuto il 30 di aprile in piazza Salvo Salvi a Barga in occasione dell'International Jazz Day promosso a livello mondiale dall'UNESCO.
Nel corso della giornata sono state presentate le anteprime del festival 2016 e si è tenuta una open jam session con la collaborazione del Barga Jazz Club e dell'antica bottega Da Aristo.
Un piccolo assaggio di quello che ogni estate avviene a Barga da 30 anni...

MAggiori info: www.bargajazz.it – www.barganews.com – info@bargajazz.it – Tel. 0583 723860

26 agosto, 2014

Entra in archivio Barga Jazz 2014

BARGA (LU) - Si è conclusa la 27a edizione di Barga Jazz, ovvero il Concorso Internazionale di Arrangiamento e Composizione per Orchestra Jazz, quest'anno dedicato alle composizioni di Paolo Fresu.
Il musicista sardo ha presenziato con un suo concerto la manifestazione esponendo sul palco del Teatro dei Differenti di Barga il suo progetto Mistico mediterraneo con Daniele Di Bonaventura al bandoneon e il coro polifonico còrso A Filetta, che ha affascinato il numerosissimo pubblico intervenuto. Fresu ha avuto inoltre l'importante ruolo di solista nei concerti della Barga Jazz Big Band che proponevano suoi brani arrangiati dai partecipanti al concorso.
Le sezioni del Festival in realtà sono state

10 aprile, 2014

Barga Jazz dedica l'edizione 2014 a Paolo Fresu

BARGA (LU) - Appare in questo orizzonte culturale italiano nebbioso e freddo (ma sembra più sudicio e puzzolente) la luce di Barga Jazz, il Festival di Arrangiamento e Composizione per Orchestra Jazz, che compie la bellezza di 27 anni, quest'anno, come da titolo dedicato a uno dei trombettisti italiani oggi più stimato (naturalmente più all'estero che in Italia): Paolo Fresu.
Se agli inizi la direzione intrapresa da Fresu aveva evidenti connotati davisiani (Miles Davis ha mietuto molte vittime) ha in seguito maturato uno stile e un suono che ricordano sì Miles per le morbidezze e le arie remote, ma che allo stesso tempo evocano forti riferimenti alla sua terra, la Sardegna, componendo

07 aprile, 2013

Pubblicato il regolamento della XXIV edizione del concorso Internazionale di Arrangiamento e Composizione per Orchestra Jazz di Barga, quest'anno dedicata a Pietro Tonolo

L'edizione 2013 di Barga Jazz si farà (notizia già di per sé importante, con questi chiari di luna economici) e sarà dedicato a uno dei sassofonisti italiani più apprezzati anche all'estero: Pietro Tonolo.
Per partecipare al concorso, tutti gli anni viene pubblicato il regolamento, disponibile all'indirizzo www.bargajazz.it, dove gli aspiranti compositori troveranno tutte le indicazioni del caso.
La Big Band di Barga Jazz si esibirà nei giorni 23 e 24 agosto.

13 agosto, 2012

I 25 anni di Barga Jazz

BARGA (LU) - Scatta la XXV edizione del Festival Internazionale di Arrangiamento e Composizione per Orchestra Jazz di Barga, più semplicemente Barga Jazz, quest'anno dedicato a Sun Ra (al secolo Herman Poole Blount), pianista e bandleader tra più importanti e controverso del jazz mondiale, ha influenzato molti giovani musicisti dai primi anni 60 in poi, quando divenne famoso al grande pubblico con la sua Arkestra (deliberata storpiatura della parola orchestra), a cui ha modificato negli anni nome e sostituito musicisti (Solar Arkestra, Blu Universe Arkestra, Cosmo Discipline Arkestra, ecc). Un musicista eccentrico che dichiarava di essere nato su Saturno, ma fu anche uno dei primi ad usare il sintetizzatore nelle proprie composizioni e rendeva le proprie performance veri e propri "spettacoli totali", musica, teatro, danza, declamazione di poesie e altro.

17 febbraio, 2012

Barga Jazz 2012, parte il concorso

E' uscito il bando per partecipare al BargaJazz Contest 2012, il concorso dedicato ai gruppi emergenti dai 3 ai 7 elementi.
Negli oltre vent'anni del Concorso Internazionale di Arrangiamento e Composizione per Orchestra Jazz di Barga ha visto passare centinaia di giovani alla ricerca di una vetrina per mettere in evidenza le proprie capacità artistiche e non di rado nel curriculum dei più importanti jazzisti italiani troviamo una partecipazione al concorso di Barga.
Ecco le novità per il 2012.
Le fasi di selezione al concorso saranno più articolate e i gruppi avranno la possibilità di esibirsi più volte. Dopo una prima selezione, effettuata come sempre sulla base delle registrazioni pervenute alla segreteria, i gruppi si confronteranno dal vivo negli appuntamenti che si terranno presso il circolo BargaJazz Club tra e Aprile e Giugno 2012. I quattro gruppi che otterranno il maggior punteggio dalla giuria si esibiranno nel corso del BargaJazz Festival alla fine di Agosto 2012. Al gruppo vincitore andrà un premio in denaro di € 2.000, mentre al miglior solista tra i gruppi in gara sarà assegnato il premio Luca Flores, l'eccezionale pianista fiorentino che ha militato nell'Orchestra di BargaJazz nelle prime edizioni del concorso e scomparso prematuramente.
La data di scadenza per partecipare al BargaJazz Contest 2012 è il 16 Aprile 2012 il nuovo regolamento è pubblicato sul sito www.bargajazz.it


info:
BargaJazz Contest 2012
Segreteria Concorso
c/o Comune di Barga,
via di Mezzo 45,
55051,Barga (LU), Italy
(tel. 0583724418)
www.bargajazz.it
www.barganews.com
info@bargajazz.it

02 settembre, 2011

Si è concluso il festival Barga Jazz

Con un avvincente ex eaquo si è conclusa la XXIV edizione del Festival Internazionale di Arrangiamento e Composizione per Orchestra di Barga Jazz, quest'anno dedicato alla trasposizione in chiave jazz della musica italiana: Italian songbook.
Dodici i brani selezionati nelle due sezioni del festival, che sono stati eseguiti nelle due serate finali dalla Barga Jazz Big Band diretta dal Maestro Bruno Tommaso.
I due vincitori della sezione A (arrangiamento), la più importante, sono stati

24 agosto, 2011

Barga Jazz 2011 alle battute finali

Il Teatro dei Differenti di Barga (LU)
Entra nel vivo la XXIV Edizione del Festival Internazionale di Arrangiamento e Composizione per Orchestra Jazz di Barga, quest'anno dedicato alla musica italiana: Italian Songbook.
Dopo una serie di appuntamenti nei giorni precedenti, che hanno coinvolto l'intera cittadina della Garfagnana con una ottima affluenza di pubblico, venerdì 26 e sabato 27, a partire dalle ore 21,30 al Teatro dei Differenti, si potrà ascoltare la Barga Jazz Big Band, diretta dal Maestro Bruno Tommaso, che eseguirà i brani in concorso scelti da un'apposita giuria, tra le numerosissime composizioni giunte.