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21 agosto, 2020

Assegnati i premi del Barga Jazz Contest 2020

Valentina Fin Trio
Il Valentina Fin Trio a Barga Jazz 2020
Intitolata al caro Giancarlo Rizzardi (Barga Jack), recentemente scomparso, Barga Jazz torna a premiare anche senza la presenza dell'orchestra a causa della pandemia da Covid 19.

Così in due serate, il 18 e 19 agosto, si sono esibiti sul palco allestito per questa edizione del Concorso Internazionale di Arrangiamento e Composizione nel giardino di Villa Gherardi, i finalisti del Barga Jazz Contest, riservato ai gruppi emergenti da 2 a 7 elementi.

Il 18 agosto sono saliti sul palco l'Images Trio, composto da Pasquale Paterra alla tromba e al flicorno (leader), da Giovanni Bertelli alla chitarra e da Fausto Negrelli alla batteria. A seguire il Tommaso Perazzo Trio, una formazione classica con pianoforte (il leader), contrabbasso (il greco Kimon Karoutzos) e batteria (Marcello Cardillo).

Tommaso Perazzo
Il Tommaso Perazzo Trio a Barga Jazz 2020

Il 19 agosto è toccato al quintetto Emmanuel Losio Group (Fabio Sasso alla batteria, Giulio Scianatico al contrabbasso, Simone Alessandrini al sax alto, Filippo Bianchini al sax tenore e il leader alla chitarra) e al Valentina Fin Trio (Francesco Pollon piano, Manuel Caliumi al sax contralto e la leader alla voce).

Il livello dei contendenti è apparso da subito molto alto, per la preparazione compositiva e per il virtuosismo strumentale. Sono stati presentati in gran parte brani originali e qualche arrangiamento di importanti compositori. I gruppi avevano a disposizione 45 minuti ciascuno, in cui dovevano dimostrare il loro valore e il loro approccio al jazz. Se l'Images Trio ha incentrato la sua idea di jazz, nell'improvvisazione collettiva con echi di Davisiana memoria, il Tommaso prezzo Trio ha dimostrato un formidabile interplay e una originale vena compositiva e di arrangiamento dei brani; l'Emmanuel Losio Quintet ha invece presentato il suo quintetto dagli echi latinoamericani (Emmanuel Losio è argentino) e infine il Valentina Fin Trio che ha dimostrato una preparazione e una scelta jazzistica personalissima e a tratti sorprendente.

La giuria, composta dal direttore artistico di Barga Jazz Alessandro Rizzardi, dal contrabbassista Nino Pellegrini, dal trombettista Andrea Guzzoletti, dal giornalista Guido Michelone e dal sottoscritto, dopo una ponderata discussione, ha decretato vincitori il Tommaso Perazzo Trio ex aequo con il Valentina Fin Trio e ha assegnato il premio come miglior solista, dedicato a Luca Flores, valente pianista scomparso prematuramente, già componente dell'orchestra di Barga Jazz, al sassofonista Manuel Caliumi.

I prossimi appuntamenti di Barga Jazz 2020 potete vederli qui.

Stefano Cavallini

12 agosto, 2018

Scelti i brani in gara per il XXX Concorso Internazionale di Arrangiamento e Composizione per Orchestra di Barga Jazz

La sigla di Barga Jazz con Bruno Tommaso nel 2014

BARGA (LU) - Selezionati i brani finalisti per il XXX Concorso Internazionale di Arrangiamento e Composizione per Orchestra Jazz di Barga.
Per la sezione A (arrangiamento) i concorrenti si sono confrontati quest'anno con le composizioni di Dizzy Gillespie e sono stati scelti sette brani che saranno eseguiti il 25 agosto al Teatro dei Differenti dalla BargaJazz Orchestra diretta da Mario Raja. Ospite sarà il trombettista statunitense Jeremy Pelt.
I sette finalisti sono: Ed Puddick, con l'arrangiamento di Con Alma; David Berger, che ha scelto di arrangiare Birks' Works; Luca Poletti ha invece interpretato Anthropology; ancora due arrangiamenti di Con Alma rispettivamente di Roberto Rossi e Cristiano Calaresu; Sara Montagni propone l'arrangiamento di Things To Come e infine Ludovico Rinco ha interpretato Groovin High.

Per la sezione B (composizioni originali) sono stati selezionati: Pacific Palisades di Filippo Minisola; Ansium di Antonello Sorrentino; Shadow Self di Tom Haines; Dr Jeckill Mr Hide di Riccardo Garcia Rubi; The Pig Is Dancing di Lorenzo Angifili; My Bright Place di Giuseppe Di Benedetto e All The Things You Were di di Damiano Pascarelli. I brani della sezione B saranno eseguiti il 24 agosto sempre al Teatro dei Differenti di Barga.

Vera protagonista del concorso è la BargaJazz Orchestra 2018 che affianca giovani musicisti a nomi di primo piano della scena nazionale. Ai sassofoni: Nico Gori, Rossano Emili, Renzo Telloli, Dimitri Grechi Espinoza e  Alessandro Rizzardi; alle trombe: Andrea Tofanelli, Alessio Bianchi, Federico Trufelli, Andrea Guzzoletti; ai tromboni: Nicolao Valiensi, Marcello Angeli, Silvio Bernardi, Davide Guidi; la sezione ritmica è formata da: Giancarlo Bianchetti alla chitarra, Paolo Ghetti al contrabbasso, Stefano Onorati al pianoforte, Luca Gusella al vibrafono e infine Stefano Paolini alla batteria.

Maggiori informazioni:
Associazione Polyphonia
tel. 0583724418 - mob. 3483954468
www.bargajazz.it - info@bargajazz.it

05 luglio, 2018

La trombettista Ingrid Jensen all'anteprima di Barga Jazz

Domenica 8 alle ore 21 Ingrid Jensen & BargaJazz Ensemble saranno protagonisti al Teatro dei Differenti di Barga per il primo appuntamento del BargaJazz Festival, quest'anno inserito nel progetto Borghi Swing.
Un'iniziativa ideata e promossa da I-Jazz, l’associazione che riunisce alcuni tra i più noti e seguiti festival jazz italiani, con il sostegno del MiBACT. Un progetto con protagonisti sette festival – rassegna Jazz Visions, BargaJazz Festival, Peperoncino Jazz Festival, Fara Music Festival, Locus Festival, Udin&Jazz-Marano Lagunare, Etnica – e i borghi che li ospitano. Sette borghi selezionati per le loro caratteristiche storiche, paesaggistiche e culturali – Bagnolo e Racconigi (CN), Barga (LU), Diamante (CS), Fara in Sabina (RI), Locorotondo (BA), Marano Lagunare (UD), Vicchio (FI) – che da giugno ad agosto ospiteranno una programmazione di eventi che unisce musica, arte, natura ed enogastronomia.

Borghi Swing nasce per innestare in luoghi dove la tradizione musicale è forte, nuove iniziative con l’obiettivo di rendere più efficace l’azione di valorizzazione di un territorio, facendo leva sulla qualità, la sostenibilità e la promozione culturale. Le proposte di Borghi Swing includono: concerti di musica jazz, pop e world music; iniziative artistiche e culturali con visite guidate al patrimonio storico; percorsi nella natura; viaggi nei sapori alla scoperta dell’enogastronomia locale. Esperienze che legano tradizione e sperimentazione all’insegna della musica di qualità e dell’eccellenza dei luoghi.
Testimonial d’eccezione per Borghi Swing sarà Gegè Telesforo, jazz vocalist, musicista e autore, tra i volti più amati del jazz made in Italy, che sarà con il suo quartetto ospite a Barga il 17 agosto.

Il concerto di domenica

03 settembre, 2017

Il lungo agosto 2017 di Barga Jazz - parte seconda

Andrea Tofanelli in azione a Barga Jazz XXX nel 2016
Come promesso eccoci all'intervista che chiude questa carrellata su Barga Jazz 2017. La manifestazione ha avuto un ottimo successo di pubblico (ecco il link diretto www.bargajazz.it), ma è stata un'altra cosa, ha perso la sua particolarità ed è diventata, ci auguriamo solo per quest'anno, una rassegna di musica jazz simile a tante altre.
L'interessante intervista che vi proponiamo riguarda uno dei musicisti che ha fatto parte della Barga Jazz Big Band appena è stato in grado di suonare il suo strumento; nato a Viareggio, suona la tromba e il suo mentore è Maynard Ferguson: Andrea Tofanelli.
Musicista intercontinentale, legato alla Yamaha per lo strumento, ha in questi anni partecipato, a importanti concerti e festival, incisioni con importanti orchestre e proprie formazioni, riuscendo a inserire anche periodi d'insegnamento.
- Sei stato molto attivo ultimamente.
- Sì, in questi ultimi la mia vita è stata davvero frenetica, tra concerti e insegnamento in tutto il mondo, trasmissioni tv e attività d’incisione sia in Italia che all’estero.
Nel 2012 e 2016 ho fatto parte della band di Gino Vannelli nei suoi tour, unico trombettista italiano che Vannelli abbia mai scritturato.
Da solista ho suonato negli Stati Uniti, in Giappone, Canada, Australia, Germania, Norvegia, Inghilterra, Lussemburgo, Malta, Finlandia, Francia, Russia, Liechtenstein, Austria, Svizzera, Olanda, Belgio, Scozia, Polonia, Grecia, Spagna, Portogallo, Egitto, Serbia e Principato di Monaco.
Nel 2016, al jazz club Herr Nielsen di Oslo, uno dei miei progetti, il mio tributo a Maynard Ferguson (col quale ho avuto l’onore di suonare più volte in Italia, Inghilterra e USA) ha registrato l’unico tutto esaurito della stagione. E sold out  simili si sono ripetuti negli USA, in Polonia, in Serbia, in Giappone e in tutti i concerti italiani degli ultimi 5 anni.
- Chissà quanti complimenti!
- Pensa che in una delle incisioni più fortunate e che mi ha dato più soddisfazione, è stata quando come prima tromba e solista nella Big Band dello svizzero Dani Felber ho registrato l'album “More Than Just Friends”, con lo zampino del leggendario Frank Foster, ex-Count Basie Orchestra. Il disco ha vinto lo Swiss Jazz Award 2010 e sono rimasto molto contento delle note di copertina; Foster, riferendosi a un mio assolo sul brano “Discommotion” che culmina su quello che tecnicamente viene definito “Do trisacuto", fa i complimenti e scrive che non aveva mai ascoltato niente del genere in nessun’altra incisione precedente. Un complimento incredibile, pensando poi a chi lo ha scritto.
Sempre con Dani Felber, il cd “Portrait of Dani” del 2015, che contiene una mia feature solistica completa sul brano “This is for My Friend Andrea Tofanelli”, ha addirittura venduto più di 60.000 copie e vinto il Disco di Platino.
Con l'orchestra di Dani Felber
- Altri progetti?
Quelli a cui tengo di più sono “Classic in Jazz”, insieme a Max Tempia (hammond) e Massimo Serra (batteria), nel quale rivisitiamo la musica classica e operistica in una chiave jazz mai scontata e sempre fresca: esplosivo. Sempre con questo trio, eseguiamo anche un repertorio dal titolo “All Around Trio” di musica a tutto tondo, toccando cantautori italiani e americani, musica latina, classica e opera.
Poi un progetto appena nato che si sta ulteriormente sviluppando è il “Total Trumpet” eseguito in duo con Francesco Tamiati, tromba solista dell’Orchestra del Teatro la Scala di Milano, nel quale si intrecciano brani per tromba classici e jazz.
Altro progetto interessante è l’European Yamaha Trumpet All Stars Group, composto da 5 dei migliori trombettisti jazz europei artisti Yamaha, con sezione ritmica, col quale eseguiamo un repertorio infuocato tratto dai dischi di Bill Chase, Maynard Ferguson e musica rock e funky.
- Come vedi il jazz italiano con la presenza ormai trentennale di fondazioni come Siena Jazz che da una parte hanno avuto il merito di divulgare il jazz ma dall’altra hanno sfornato musicisti di livello medio a ripetizione, alla fine forse nuocendo al jazz stesso.
Bella domanda, anche se è difficile rispondere senza dissertare un po' sull'argomento.
Il jazz italiano è...jazz italiano.
Non è nemmeno europeo, per come la vedo io. È proprio italiano, forse con una punta snob per tutto ciò che non gli assomiglia. Non si può paragonare al jazz americano.
Noi non siamo gli Stati Uniti, dove il jazz è nato e si è sviluppato in modo naturale come conseguenza popolare, artistica e storica del multiforme tessuto sociale americano, in cui la musica e la cultura degli emigrati europei hanno avuto un peso importantissimo. Noi, come l'Europa intera, abbiamo importato e in qualche modo adattato il jazz alla nostra cultura, che è molto lontana da quella statunitense.

Per fortuna la musica (soprattutto il jazz) è profondamente democratica ed evolutiva. Chiunque può avvicinarla e imparare a suonare uno strumento, sia a livello professionale che amatoriale. Poi ci pensa il talento personale a fare da spartiacque. C'è chi diventa compositore, oppure direttore, oppure solista, oppure apprezzato professionista, oppure bravo docente, ecc... Le strade da percorrere offerte dalla musica sono molte.
Non dimentichiamoci che il jazz in Italia non prevedeva uno studio accademico, così come la musica leggera e la musica da ballo con cui spesso interagiva. Generi musicali che hanno sempre offerto molte possibilità di lavoro ai musicisti italiani, soprattutto a quelli che non avevano studiato in conservatorio. Infatti, i pochi studenti che decidevano d'intraprendere le strade del jazz erano guardati con sospetto e sufficienza dai musicisti e dai docenti classici, perché ritenuti non all'altezza di poter suonare la musica classica.

Il jazzista si formava quindi prevalentemente da solo o direttamente sul campo di battaglia, frequentando altri jazzisti, perché le possibilità per poter imparare il jazz erano veramente poche.
Poi però le cose sono cambiate. Le possibilità di lavoro offerte dalla musica classica sono diminuite drasticamente, fino a mettere in dubbio l'esistenza stessa degli organici orchestrali dei teatri italiani. A quel punto il mondo del jazz appariva di più facile accesso rispetto al mondo della musica accademica, ed è divenuto mèta di studio per un numero sempre crescente di giovani musicisti, sempre più interessati a percorrere una strada che sembrava offrire nuove opportunità lavorative.

L'ingresso delle classi di jazz nel mondo dei conservatori italiani ha dato poi quel tocco finale, accademico e istituzionale, che al jazz mancava. Ma, come in ogni lavoro e attività che si estende e prolifera, ci sono i pro e i contro. Se da una parte si sono scoperti più giovani talenti rispetto al passato, dall'altra si sono formati anche musicisti di livello medio. Chiunque può avvicinarsi alla musica e imparare a suonare, ma poi la differenza la fa chi veramente ha talento e capacità.

Quando da ragazzo ho frequentato i corsi di Siena Jazz ho avuto la fortuna di imparare da supermusicisti come Marco Tamburini, Bruno Tommaso, Stefano Cocco Cantini e Giampaolo Casati. Fior di strumentisti e docenti. Fui pure chiamato come prima tromba al tour dell’Orchestra Giovanile di Jazz che accompagnava in tour il trio Peter Erskine, Palle Daniellson e John Taylor. Fu un'esperienza molto bella e formativa.
Poi, per qualche ragione a me ancora oscura, il rapporto con Siena Jazz si è interrotto e non è mai più ripartito. Detto questo, credo lo spirito artistico del jazz faccia la sua strada indipendentemente da tutto ciò che possiamo costruire o distruggere, promuovere oppure ostacolare. Se un musicista è mediocre, può frequentare tutte le scuole di jazz di questo mondo e accumulare tutti i titoli di studio possibili e inimmaginabili, ma resta comunque mediocre. Questo vale per tutti i campi dell'arte.

Anche nel jazz, per un vezzo molto italiano, ci sono musicisti supportati perché ideologicamente vicini a qualcuno, ma poi la carriera dei musicisti bravi e capaci che non vengono supportati, o che non vogliono immischiarsi con la politica, continua comunque ad andare avanti grazie alla loro bravura. E grazie a Dio che è così.

- Tu che frequenti parecchio gli Usa, che differenza vedi con la Berklee di Boston?
La differenza sostanziale, a mio parere, sta in una visione più professionale e concreta del jazz. Se studi alla Berklee, niente della tua preparazione musicale e strumentale è lasciato al caso. Ti insegnano veramente a cavartela in qualsiasi situazione musicale, anche se artisticamente non sei un genio.
Studi tutto e in tutti gli stili, e fai esperienza sia solistica che di sezione in ogni tipo di organico, dal piccolo gruppo fino alla big band e oltre, fino alla grande orchestra tipo Hollywood e Las Vegas. Idem per quanto riguarda le università americane.

Il “musicista professionista” americano è qualcuno che, ovunque tu lo metta a suonare, è sempre preparato e fa sempre bella figura. Da noi invece, tanto per fare un piccolo esempio, ho saputo che nella preparazione strumentale trombettistica di alcune famose scuole di jazz italiane si tralascia completamente lo studio di un gigante come Louis Armstrong.
È un po' come se i violinisti decidessero di ignorare Paganini…
L’esigenza di uno studio completo è un’esigenza che riscontro sempre più nei ragazzi che frequentano i miei corsi, vista però da alcuni insegnanti come uno svilimento del jazz.

- Barga Jazz da questo punto di vista si è dimostrata più utile o più dannosa?
Barga Jazz è sempre stata un gioiello a parte, preziosa per tutto ciò che ha sempre proposto a livello musicale. Vedere che non viene supportata in modo adeguato e che non gli viene riconosciuto l’effettivo valore che ha, è come aprire una ferita. Forse l’unica mancanza di Barga (o forse il grande merito a livello etico) è stata quella di non essersi mai legata alla politica per ottenere aiuti.
Non c’è mai stato opportunismo, ma solo una profonda e schietta ricerca musicale di qualità. Spero che questo diventi, nel tempo, un esempio da seguire per tutto il jazz italiano.
Andrea con Giorgio Gaslini a Barga Jazz, nell'edizione
del 2004 dedicata al pianista milanese.

- Barga Jazz cosa rappresenta per te.
Per me Barga Jazz ha un valore affettivo immenso. Ho ammirato chi ci suonava prima di me come se fossero dei supereroi, sono stato onorato e orgoglioso quando dal 1995 in poi mi hanno chiamato a suonare in orchestra. Giancarlo Rizzardi dovrebbero avere i giusti riconoscimenti per tutto ciò che ha fatto per questo festival e per il jazz italiano. E invece la famiglia Rizzardi si trova oggi costretta a interrompere un festival che è un fiore all’occhiello del jazz toscano e nazionale.

- Cosa pensi della situazione in cui si è ritrovata la manifestazione.
È una delle tante (troppe…) contraddizioni italiane che ci contraddistinguono nel mondo.
Barga Jazz non doveva trovarsi in questa situazione, per tutto ciò che ha fatto nella sua storia e per ciò che rappresenta. Ripeto, forse è mancato un interesse ad alto livello, un punto di riferimento sicuro, una voce per le proprie richieste finanziarie che, oltretutto, sono sempre state molto modeste.

- Conosci esempi simili a Barga Jazz, anche all’estero, che attraversano situazioni analoghe?
Le manifestazioni italiane di jazz attraversano quasi tutte un momento particolarmente difficile. Alcune ricevono più supporto, altre resistono in extremis col poco che hanno, altre ancora crollano.
Mi sembra che i festival di jazz italiani veramente in salute siano diventati pochi. All’estero vedo un approccio completamente diverso, sia professionale che organizzativo. C’è molto più riconoscimento verso gli effettivi meriti e valore dei musicisti, senza troppi favoritismi. Purtroppo, spesso ci si scontra con lo stereotipo dell’italiano che viene ritenuto poco affidabile e becero, ma per fortuna quando poi si prende lo strumento in mano e si suona le cose si mettono a posto… Personalmente, mi trovo meglio a lavorare fuori dall’Italia che in Italia.
I festival all’estero sembrano godere in generale di buona salute rispetto a quelli italiani, con qualche sofferenza qua e là.
Recentemente sono rimasto sorpreso dall’eccellente qualità dei festival nell’Europa dell’Est e nei Balcani. Paesi apparentemente più poveri dell’Italia, che invece ritagliano spazi e fondi sempre più ampi per la (buona) musica e per la cultura.
Un tempo lo facevamo noi in Italia…

- Il tuo futuro immediato e quello più prossimo.
Continuare a fare quello che ho sempre fatto fino ad oggi e migliorare continuamente. La mia visione di come affrontare il lavoro nel mondo della musica è sempre stata molto “americana”, per cui mi sono sempre preparato a suonare tutto al massimo livello possibile, in tutti i generi.
L’esperienza specie statunitense con le grandi big band mi ha dato la possibilità di conoscere e apprezzare musicisti spesso sconosciuti ai più, che avevano attraversato buona parte della storia del jazz.
All’orizzonte ci sono alcune nuove incisioni: un album col trio “Classic in Jazz” insieme a Tempia e Serra, poi un altro disco di composizioni nuove per tromba jazz e orchestra di fiati, un ulteriore cd insieme a una superformazione di musicisti toscani appena nata che abbiamo chiamato White Orks; un disco da solista con big band, e infine la registrazione del già citato “Total Trumpet” di brani classici e jazz. In realtà, in testa avrei anche un lavoro compositivo in piccolo gruppo dedicato ai luoghi e ai paesaggi della mia terra, ovvero Torre del Lago, Viareggio e la Versilia. I brani sono quasi pronti… ma la carne al fuoco è tanta.

In questi ultimi anni mi si è rovesciato completamente rapporto del lavoro: se prima l’80% delle richieste consisteva nel fare la prima tromba in big band, nelle produzioni tv e nella musica commerciale, e solo un 20% era riferito all’attività prettamente solistica, oggi mi ritrovo a girare il mondo esibendomi con un rapporto inverso.
L’attività principale è quella da solista. Continuo a suonare come prima tromba, selezionando big band e orchestre di altissima qualità.
Anche come docente sono molto richiesto in ogni parte del mondo, ma di tutto ciò in Italia, soprattutto chi si interessa al jazz in maniera professionale, sembra se ne siano accorti solo in pochi.
Non appaio praticamente mai sulle copertine delle riviste di jazz italiane, nonostante il mio nome compaia in più lingue su Wikipedia e in molti libri ed enciclopedie. Non è un problema, ci mancherebbe altro, ma ti restituisce il senso di come siamo in Italia noi italiani.
Nell'ambiente circola una battuta, nata da un mio carissimo amico avvocato e trombettista, che dice: "In Italia se riesci ad attaccare un Sol sopra il rigo senza bisogno dell’acciaccatura fai concorrenza sleale, mentre nel resto del mondo non ti fanno suonare".

Quindi, va bene così e avanti tutta senza fermarsi mai, sempre col sorriso sulle labbra e la voglia di trasmettere energia e belle sensazioni a chi ascolta…

info web: http://www.andreatofanelli.it
info FB: https://www.facebook.com/AndreaTofanelliTrumpet/

18 agosto, 2017

Il lungo agosto 2017 di Barga Jazz - parte prima

La 30a edizione del Concorso Internazionale di
Arrangiamento e Composizione per Orchestra Jazz, nel
2016 dedicata al pianista Franco D'Andrea.
Oggi comincia Barga Jazz (qui il programma completo), non il Concorso Internazionale di Arrangiamento e Composizione per Orchestra Jazz (in foto la 30a edizione dello scorso anno).
Sarebbe stato troppo bello che un progetto così importante e affascinante avesse illuminato le menti dei nostri politici (tutti, nessuno escluso), troppo indaffarati a coltivare le proprie clientele, e avesse avuto un trattamento di riguardo, rispetto a tutti gli altri festival che alla fine sono una serie di concerti più o meno legati tra loro da un filo rosso e con la stella più o meno brillante a fare da clou.
Sì, perché in fondo, organizzare un festival di jazz (ma di qualsiasi altra disciplina musicale, teatrale ecc.) come una serie di concerti è abbastanza facile, con un budget da spendere. Basta una scrivania, un'agenda con i numeri di telefono, un telefono, un foglio e un lapis. Punto.
Barga Jazz era (avrei voluto dire con tutto il cuore è) diversa, profondamente diversa.
Il Concorso di Arrangiamento e Composizione per Orchestra Jazz ha un lavoro organizzativo ciclopico e se per trent'anni è riuscito a stare in piedi, barcollando spesso, è dovuto alla tenacia e alla cocciutaggine di Giancarlo "Jack" Rizzardi e in questi ultimi anni del figlio Alessandro. E certamente anche di tutto l'entourage che ha circondato Barga Jazz, a cominciare dai direttori d'orchestra: Bruno Tommaso prima e Mario Raja successivamente, per finire a tutta quella schiera di appassionati e volontari che hanno creduto, e soprattutto lavorato, per Barga Jazz.
Sì perché non è da tutti poter "imbastire" un festival del genere con la scelta del personaggio (ogni anno il festival è stato dedicato a un caposcuola o a un musicista che abbia lasciato una traccia importante nella storia di questa musica); poi la pubblicazione del bando di partecipazione con le specifiche dell'organico orchestrale e altre importanti indicazioni; poi ricevere le partiture (sì ragazzi, qui si parla di scrittura, i partecipanti devono saper scrivere di musica!!!); con una prima giuria di esperti, capitanata dal direttore d'orchestra, fare una prima classifica dei brani e scegliere quelli che andranno al Concorso vero e proprio; e poi sapere quali orchestrali (18 in tutto: 4 trombe, 4 tromboni, 5 sassofoni, vibrafono, pianoforte, contrabbasso, chitarra e batteria) capaci di leggere la musica al volo o quasi saranno disponibili per una settimana (!!!!) per provare e infine a suonare di fronte al pubblico nei due o tre giorni finali; organizzare quindi gli orari di prove, di pranzi e di cene, eccetera, eccetera, eccetera... Lascio alla vostra immaginazione il resto.
Ma Barga Jazz non era solo questo freddo elenco organizzativo, se pure complesso, era soprattutto l'impatto sonoro di una Big Band sull'udito di ascoltatori abituati ad ascoltare quotidianamente quella musicaglia e musicaccia inserita nelle pubblicità e nelle sigle televisive, create solo per ricordare un prodotto (anche se è tutta, ma proprio tutta, musica che deriva dal jazz, classica a parte).
È la forza e la chiarezza del suono di una grande orchestra suonata da professionisti che impressiona, emoziona, scuote un uditorio intontito da decenni di musica di niente, creata solo per arricchire le tasche delle multinazionali discografiche. Questa forza era Barga Jazz, adesso ridotta e stuprata da una manica di politici di niente, come la musica che certo ascoltano, e grazie a loro ridotta a un festival "normale".
Una Barga Jazz, ci auguriamo tutti, "di transizione" oppure "in cammino", come vogliono li organizzatori, ma che piacerà comunque perché dietro c'è un'organizzazione molto preparata e cocciuta.
Per il calendario e gli appuntamenti vi rimando al sito ufficiale: www.bargajazz.it.

Nella prossima puntata l'intervista a un musicista molto legato a Barga Jazz.

Stefano Cavallini

16 giugno, 2017

La Barga Jazz Big Band per ricordare Mauro Malatesta

Domenica 18 giugno alle ore 21:00 presso il Teatro dei Differenti di Barga si terrà un concerto a scopo benefico dedicato a Mauro Malatesta. Trombonista storico della Barga Jazz Big Band, insegnante della classe di Tromba e Trombone dell'Istituto Musicale "L. Boccherini" di Lucca dove ha insegnato per ben 27 anni, Malatesta è venuto a mancare oramai 11 anni fa il 16 Giugno 2006 a soli 51 anni.
Mauro Malatesta è nato e ha studiato a Firenze, successivamente si è perfezionato a New York con Larry Witmer. Nell'ambito della sua intensa attività solistica, cameristica, didattica e orchestrale sono da ricordare i concerti di musica da camera tenuti con il " Musicus Concentus " (trasmessi dal primo programma Rai), Master Class col laboratorio di Alessandria e le collaborazioni nazionali e internazionali, in qualita' di primo trombone, con l'orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, Orchestra Internazionale d'Italia, Orchestra Scarlatti della Rai di Napoli, Orchestra Regionale Toscana. Diplomato anche in composizione ha alternato alla sua principale attività, la musica classica, arrangiamenti e esecuzioni discografiche nel mondo della musica leggera e jazz. Dal 1978 è stato docente della cattedra di Tromba e Trombone presso l'istituto musicale Luigi Boccherini di Lucca. Strettissimo anche il suo legame con Barga e con Giancarlo Rizzardi nella cui orchestra aveva iniziato a suonare da professionista nei primi anni '70.
Il concerto di domenica

20 dicembre, 2016

I tradimenti di Barga Jazz

Torna in una versione invernale e natalizia, grazie a un dovuto riconoscimento del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, per il nuovo progetto che l'Associazione Polyphonia (la stessa che organizza Barga Jazz) offrirà tra musica afroamericana e musica popolare e colta.

Qui di seguito il comunicato:
Il progetto riprende le esperienze di contaminazione tra musica popolare, musica colta e musica jazz realizzate dall'Associazione Polyphonia negli ultimi anni. L'Associazione ha infatti collaborato con musicisti e compositori alla riattualizzazione del patrimonio musicale popolare tradizionale coinvolgendo formazioni bandistiche, gruppi folkloristici, musicisti jazz e classici. L'approccio di queste esperienze è stato sostanzialmente non filologico ma animato da uno spirito di ricerca attraverso il ri-uso del materiale tradizionale e folklorico.

Obiettivo del progetto...

18 ottobre, 2016

Con il Pisa Jazz Swing 10tet il jazz torna ballabile

PISA - Il jazz si sa, è musica da ascoltare e da vedere; sì perché oltre che ascoltarlo il jazz deve essere guardato, perché a suonare ci sono artisti che esprimono ciò che in quel momento provano, siano introversi come Bill Evans o estroversi come Sun Ra.
In realtà il jazz, dopo i bordelli di New Orleans, agli inizi del '900 era diventato musica da ballo e Harlem, il famoso quartiere di New York, è stato dopo quel periodo un palcoscenico importante per il jazz: dai club fumosi e malfamati alle sale da ballo più prestigiose. Due su tutti il Cotton club e il Savoy Ballroom.
In solo questi due locali si sono esibiti musicisti che hanno fatto la storia del jazz: da Satchmo (Louis Armstrong) con l'orchestra di Fletcher Henderson, a Duke Ellington, che diresse la sua per molti anni residente al Cotton Club; e tutti, ma proprio tutti ballavano.
Il disco uscito a nome del clarinettista e sassofonista Nico Gori e il suo Pisa Jazz Swing 10tet, dal titolo emblematico Dancing Swing Party, racconta proprio il periodo della Harlem reinassance in cui Harlem, divenne il centro della musica jazz. Ma il 10tet di Gori allunga i tempi e arriva anche agli anni della 52a strada di New York, la strada dei club famosi e fumosi, dove i musicisti, dopo il lavoro di sideman nelle orchestre di swing dei bianchi, si ritrovavano a notte inoltrata a suonare al Three Deuces, al Jimmy Ryan's, allo Spotlight e in tanti altri.
Musicisti, ballerini, attori, cantanti si esibivano in questi locali e il gruppo di Gori richiama anche certe regole dello spettacolo, andando intelligentemente a scavare nel modo di porsi al pubblico degli artisti, presentatore e crooner compresi.

16 agosto, 2016

Ai blocchi di partenza Barga Jazz XXX

Barga Jazz 2015
Dopo la selezione dei 12 brani finalisti per il Concorso Internazionale di Arrangiamento e Composizione per Orchestra Jazz di Barga, che si sono cimentati nelle composizioni e negli arrangiamenti di brani del pianista Franco D'Andrea (la sezione A - dedicata agli arrangiamenti: A2+m2 di Eduardo Rojo Gonzalez, Slow Five di Francesco Ganassin, Dancing March di Maximiliano Ravanello, Six Bars di Federico Benedetti, Old Jazz di Giampiero Spina e Two Colors di Sara Montagni; e la sezione B - dedicata alle composizioni originali: Far Away di Luca Poletti, Sta in France di Antonello Sorrentino, Rosso Marte di Oscar Del Barba, Cecilia di Salvatore Cirillo, Secret di Peter Scholz e Waiting For di Ettore Martin) che avranno le rispettive esecuzioni nei giorni 26 e 27 agosto al Teatro dei Differenti di Barga, il festival si aprirà il 18, 19 e 20 agosto 
con tre concerti Jazz for dinner nelle piazze del centro storico: Giovedì 18 in Piazza Angelio ci sarà il Max Ionata Hammond Trio, Venerdì 19 in Piazza SS. Annunziata l'Interpolar Quartet e sabato 20 l'Emanuele Parrini Quartet in Piazza Salvo Salvi.
Il 21 agosto a partire dalle ore 18 ci sarà Barga inJazz per le vie e le piazze del castello con la Large Street Band e molti gruppi di jazz di diverso stile: Daniele Orselli Quartet, Francesco Massagli Trio, Piero Orsi Trio, Luca Bellotti & Marco Del Papa, Matteo Landucci Guitar duo.
Dalle ore 18:30 nel Duomo di S. Cristoforo si terrà il concerto di Nicolao Valiensi per eufonio e saxhorn, mentre nel chiostro del conservatorio di S.Elisabetta si esibiranno i due sassofonisti Guy-Frank Pellerin e Bruno Romani.
Il festival proseguirà il 23 di agosto al Teatro dei Differenti dove Bruno Tommaso presenterà

21 giugno, 2016

Barga Jazz XXX, quest'anno.

Barga Jazz giunge al suo XXX compleanno e per l'occasione ospiterà uno dei pianisti più importanti dello stivale: Franco D'Andrea.
Classe 1941 D'Andrea si fa conoscere al grande pubblico nei cinque anni che ha militato nel Perigeo e da allora, dopo lo scoglimento del gruppo, ha galoppato verso una notorietà internazionale riconosciuta molto all'estero, ma cercando sempre di coinvolgere nei suo progetti musicisti di casa nostra, scoprendoli e valorizzandoli.
D'Andrea sarà dunque l'ospite d'onore per i 30 anni di Barga Jazz.
Un anniversario importante che vantano pochi festival jazz in Italia e che ha spinto gli organizzatori, nonostante le molteplici difficoltà economiche, a realizzare comunque il festival.
Era infatti il 1986 quando Giancarlo Rizzardi con la preziosa collaborazione del M° Bruno Tommaso propose al Comune di Barga di realizzare un Festival incentrato sulla Composizione e l'Arrangiamento per Orchestra Jazz.
Da allora, pur tra mille difficoltà, il Festival è cresciuto diventando una tappa importante nella carriera di moltissimi professionisti della scrittura jazzistica per orchestra. Da Barga sono passati nomi importanti del jazz internazionale e nella Barga Jazz Orchestra hanno militato musicisti oggi tra i più apprezzati sulla scena nazionale ed internazionale: Paolo Fresu, Stefano Bollani, Pietro Tonolo, Marco Tamburini e tanti altri.
D'Andrea sarà a Barga il 25, 26 e 27 di Agosto sul palco con la Barga Jazz Orchestra diretta da Mario Raja, suonando gli arrangiamenti realizzati dai concorrenti appositamente per lui. (Il bando di concorso è disponibile all'indirizzo qui).
Franco D'Andrea terrà anche una masterclass di alto perfezionamento.
In occasione del trentesimo anniversario Bruno Tommaso presenterà un suo inedito progetto all'interno del festival.
L'inizio ufficiale delle celebrazioni per il trentennale si è tenuto il 30 di aprile in piazza Salvo Salvi a Barga in occasione dell'International Jazz Day promosso a livello mondiale dall'UNESCO.
Nel corso della giornata sono state presentate le anteprime del festival 2016 e si è tenuta una open jam session con la collaborazione del Barga Jazz Club e dell'antica bottega Da Aristo.
Un piccolo assaggio di quello che ogni estate avviene a Barga da 30 anni...

MAggiori info: www.bargajazz.it – www.barganews.com – info@bargajazz.it – Tel. 0583 723860

26 agosto, 2014

Entra in archivio Barga Jazz 2014

BARGA (LU) - Si è conclusa la 27a edizione di Barga Jazz, ovvero il Concorso Internazionale di Arrangiamento e Composizione per Orchestra Jazz, quest'anno dedicato alle composizioni di Paolo Fresu.
Il musicista sardo ha presenziato con un suo concerto la manifestazione esponendo sul palco del Teatro dei Differenti di Barga il suo progetto Mistico mediterraneo con Daniele Di Bonaventura al bandoneon e il coro polifonico còrso A Filetta, che ha affascinato il numerosissimo pubblico intervenuto. Fresu ha avuto inoltre l'importante ruolo di solista nei concerti della Barga Jazz Big Band che proponevano suoi brani arrangiati dai partecipanti al concorso.
Le sezioni del Festival in realtà sono state

11 agosto, 2014

Parte il 17 agosto il Barga Jazz Festival 2014

La XXVII edizione del Concorso Internazionale di Arrangiamento e Composizione per Orchestra Jazz, più brevemente Barga Jazz, prenderà il via domenica 17 agosto e sarà dedicato all'opera di Paolo Fresu.
Nei giorni scorsi la giuria ha determinato i brani che concorreranno nelle due sezioni più importanti del Festival e che saranno eseguiti dalla Big Band (diretta anche quest'anno da Mario Raja) nei giorni 22 e 23 agosto; questi gli ammessi: sezione A (arrangiamenti di brani di Paolo Fresu) sono stati selezionati: Metamorfosi di Luca Poletti, Tango della buona aria di Salvatore Cirillo, Satie di Michele Corcella, Trunca e Peltunca di Paolo Carrus, All Items di Federico Benedetti, Nigthfly on Blue Note di Matteo Cenerini. Per la sezione B (composizioni originali) sono stati scelti: Horizontal Balance di Alex Cassanyes Sabater, Altrove di Massimiliano Tonelli, Maybe Tomorrow di Alessandro Inglese, Good Feeling di Giampaolo Casati, Continuum di Ettore Martin e Loneliness di Federica Gennai.
Ma Barga Jazz non è solo Big Band, infatti

10 aprile, 2014

Barga Jazz dedica l'edizione 2014 a Paolo Fresu

BARGA (LU) - Appare in questo orizzonte culturale italiano nebbioso e freddo (ma sembra più sudicio e puzzolente) la luce di Barga Jazz, il Festival di Arrangiamento e Composizione per Orchestra Jazz, che compie la bellezza di 27 anni, quest'anno, come da titolo dedicato a uno dei trombettisti italiani oggi più stimato (naturalmente più all'estero che in Italia): Paolo Fresu.
Se agli inizi la direzione intrapresa da Fresu aveva evidenti connotati davisiani (Miles Davis ha mietuto molte vittime) ha in seguito maturato uno stile e un suono che ricordano sì Miles per le morbidezze e le arie remote, ma che allo stesso tempo evocano forti riferimenti alla sua terra, la Sardegna, componendo

09 agosto, 2013

Barga Jazz 2013: ecco tutto il programma

 Zoccolo duro del Festival come sempre il concorso di arrangiamento e composizione per orchestra jazz, quest'anno dedicato alla musica del sassofonista Pietro Tonolo, uno dei più apprezzati jazzisti italiani sulla scena internazionale.
Tonolo sarà ospite della BargaJazz Orchestra diretta da Mario Raja ed eseguirà gli arrangiamenti selezionati per il concorso il 23 e 24 agosto al Teatro dei Differenti. Mercoledì 21 presenterà un suo progetto originale insieme alla violinista Sonig Tchakerian e al pianista Paolo Birro e dal 19 al 20 terrà inoltre un masterclass presso il BargaJazz Club.
L'inaugurazione del festival, sabato 17 agosto, sarà affidata al trio del pianista Stefano Onorati con Walter Paoli alla batteria e Stefano Senni al contrabbasso, ospite della serata il sassofonista Francesco Bearzatti.
Domenica 18 dalle ore 17.00 appuntamento ormai

07 aprile, 2013

Pubblicato il regolamento della XXIV edizione del concorso Internazionale di Arrangiamento e Composizione per Orchestra Jazz di Barga, quest'anno dedicata a Pietro Tonolo

L'edizione 2013 di Barga Jazz si farà (notizia già di per sé importante, con questi chiari di luna economici) e sarà dedicato a uno dei sassofonisti italiani più apprezzati anche all'estero: Pietro Tonolo.
Per partecipare al concorso, tutti gli anni viene pubblicato il regolamento, disponibile all'indirizzo www.bargajazz.it, dove gli aspiranti compositori troveranno tutte le indicazioni del caso.
La Big Band di Barga Jazz si esibirà nei giorni 23 e 24 agosto.

12 gennaio, 2013

Geoge Gruntz ci ha lasciato

George Gruntz (da Ticino on Line)
È scomparso uno dei più noti musicisti-organizzatori del mondo del jazz internazionale: George Grunz.
Queste le note da Ticino on line:
ZURIGO - Uno dei musicisti jazz più noti a livello internazionale, lo svizzero George Gruntz, è deceduto giovedì. Aveva 80 anni. Il figlio dell'artista ha confermato oggi all'ats la morte del noto artista diffusa oggi dalla radio svizzerotedesca.
George Gruntz è stato pianista, compositore e iniziatore di formazioni jazz di spicco. L'"International Herald Tribune" lo ha definito il "più europeo di tutti i jazzisti".
Nato a Basilea il 24 giugno 1932, Gruntz è cresciuto in una famiglia di appassionati di musica. Dopo una formazione di meccanico-elettricista ha studiato nei conservatori di Basilea e Zurigo.
Negli anni '50 si esibisce al piano e al vibrafono al Festival jazz di Zurigo, dove vince vari premi e viene scoperto dal sassofonista ticinese Flavio Ambrosetti. Nel 1958 suona al Festival di Newport al fianco di musicisti come Louis Amstrong. Nel 1963 diventa musicista professionista ed accompagna diversi artisti americani nelle loro tournée europee. Negli Anni '60 inizia pure a comporre musica per film e suite jazzistiche. Dal 1970 al 1986 è inoltre compositore e direttore musicale dello Schauspielhaus di Zurigo.
Nel 1972 fonda, assieme a Flavio e Franco Ambrosetti e a Daniel Humair la "Concert Jazz Band", una big band che ha ottenuto successi in tutto il mondo.
Gruntz è inoltre uno dei rari autori di opere jazz. La prima, "World Jazz Opera", è stata messa in scena nel 1982 a New York. Seguono nel 1988, "Cosmopolitan Greetings", presentata ad Amburgo con la regia di Robert Wilson, e nel 2003, "The magic of a Flute", al Menuhin Festival di Gstaad. Nel 2002, Grunz ha pubblicato la sua autobiografia intitolata "Als weisse Neger geboren" (Un negro nato bianco).

13 agosto, 2012

I 25 anni di Barga Jazz

BARGA (LU) - Scatta la XXV edizione del Festival Internazionale di Arrangiamento e Composizione per Orchestra Jazz di Barga, più semplicemente Barga Jazz, quest'anno dedicato a Sun Ra (al secolo Herman Poole Blount), pianista e bandleader tra più importanti e controverso del jazz mondiale, ha influenzato molti giovani musicisti dai primi anni 60 in poi, quando divenne famoso al grande pubblico con la sua Arkestra (deliberata storpiatura della parola orchestra), a cui ha modificato negli anni nome e sostituito musicisti (Solar Arkestra, Blu Universe Arkestra, Cosmo Discipline Arkestra, ecc). Un musicista eccentrico che dichiarava di essere nato su Saturno, ma fu anche uno dei primi ad usare il sintetizzatore nelle proprie composizioni e rendeva le proprie performance veri e propri "spettacoli totali", musica, teatro, danza, declamazione di poesie e altro.

17 febbraio, 2012

Barga Jazz 2012, parte il concorso

E' uscito il bando per partecipare al BargaJazz Contest 2012, il concorso dedicato ai gruppi emergenti dai 3 ai 7 elementi.
Negli oltre vent'anni del Concorso Internazionale di Arrangiamento e Composizione per Orchestra Jazz di Barga ha visto passare centinaia di giovani alla ricerca di una vetrina per mettere in evidenza le proprie capacità artistiche e non di rado nel curriculum dei più importanti jazzisti italiani troviamo una partecipazione al concorso di Barga.
Ecco le novità per il 2012.
Le fasi di selezione al concorso saranno più articolate e i gruppi avranno la possibilità di esibirsi più volte. Dopo una prima selezione, effettuata come sempre sulla base delle registrazioni pervenute alla segreteria, i gruppi si confronteranno dal vivo negli appuntamenti che si terranno presso il circolo BargaJazz Club tra e Aprile e Giugno 2012. I quattro gruppi che otterranno il maggior punteggio dalla giuria si esibiranno nel corso del BargaJazz Festival alla fine di Agosto 2012. Al gruppo vincitore andrà un premio in denaro di € 2.000, mentre al miglior solista tra i gruppi in gara sarà assegnato il premio Luca Flores, l'eccezionale pianista fiorentino che ha militato nell'Orchestra di BargaJazz nelle prime edizioni del concorso e scomparso prematuramente.
La data di scadenza per partecipare al BargaJazz Contest 2012 è il 16 Aprile 2012 il nuovo regolamento è pubblicato sul sito www.bargajazz.it


info:
BargaJazz Contest 2012
Segreteria Concorso
c/o Comune di Barga,
via di Mezzo 45,
55051,Barga (LU), Italy
(tel. 0583724418)
www.bargajazz.it
www.barganews.com
info@bargajazz.it

27 agosto, 2008

Prende il via Barga Jazz 2008

Habanera associazione
Nei giorni 28, 29 e 30 agosto ci sarà il XXI Concorso Internazionale di Arrangiameno e Composizione di Barga Jazz e con la grande orchestra diretta dal M° Bruno Tommaso, quest'anno dedicato al sassofonista americano Dave Liebman.
Nato a Brooklyn sessantadue anni fa, sassofonista e flautista, Liebman alla fine degli anni 60 iniziò a suonare con Pete La Rocca, Chick Corea, Dave Holland e Steve Swallow, unendosi infine al gruppo di Elvin Jones. È poi assurto alle cronache jazzistiche internazionali grazie alla sua militanza nei primi anni '70 in una delle innumerevoli formazioni di Miles Davis, con cui incise ben 4 album in due soli anni di permanenza nel gruppo (On the Corner, Big Fun, Dark Magus, e Get Up With It).