20 marzo, 2007

Torna Barga Jazz, pubblicato il regolamento


BargaJazz Festival 2007 è quest'anno dedicato a Kenny Wheeler. Il bando per partecipare, potete visualizzarlo e stamparlo da qui.

Per il 2007 l’ospite d’onore sarà il trombettista canadese Kenny Wheeler, uno dei più importanti trombettisti contemporanei oltre che uno dei massimi compositori e arrangiatori di Jazz degli ultimi quarant'anni. Kenny Wheeler suonerà con la BargaJazz Orchestra composizioni e arrangiamenti scritti dai concorrenti appositamente, mentre il 19 di agosto presenterà in anteprima nazionale al Teatro dei Differenti Kenny Wheeler’s Little Sweet Suite per 13 elementi.

Come ogni anno il concorso si articola in diverse sezioni dedicate rispettivamente: all’arrangiamento (A); alle composizioni originali (B); ai compositori emergenti (in collaborazione con i seminari di Siena Jazz, C); ai gruppi emergenti (D). Le sezioni ABC si terranno a fine agosto nel corso di tre serate al Teatro dei Differenti di Barga. La sezione dei gruppi emergenti si terrà presso i giardini dell’Istituto Superiore di Istruzione di Barga. Nell’ambito della sezione D verrà assegnato al miglior solista emergente il premio Luca Flores.

Oltre al concorso che si svolgerà quest'anno nella settimana dal 19 al 25 Agosto, il BargaJazz Festival 2007 prevede diversi appuntamenti tra giugno a novembre.

I concerti itineranti nei vari comuni tramite l'ormai tradizionale Girando alla Tonda/Turn Around viaggio musicale alla scoperta della Garfagnana e della Valle del Serchio, un invito a scoprire i luoghi di particolare interesse naturalistico e storico culturale tramite l’abbinamento a un concerto di qualità.

I Master Class, BargaJazz organizza quest'anno due corsi di alto perfezionamento: Kenny Wheeler Workshop, che si svolgerà tra il 20 e il 23 agosto ed il corso di direzione d’orchestra Jazz tenuto da Bruno Tommaso che si svolgerà dal 9 al 13 agosto.

Barga IN Jazz. (La Festa del Jazz), Domenica 19 Agosto il centro storico di Barga sarà invaso per tutto il giorno da oltre dieci gruppi di Jazz.

Autumn Live! tra Ottobre e Novembre una serie di concerti presso il BargaJazz Club abbinati alla promozione dei prodotti tipici.

EnoJazz: nella settimana del concorso, come tutti gli anni, verrà allestito un luogo apposito per le jam session dove si ritroveranno i musicisti e gli appassionati.

Per informazioni: tel. 0583711434, info@bargajazz.it, www.bargajazz.it – www.barganews.com

15 gennaio, 2007

Millenovecento: il disco è finalmente uscito.


E' uscito da pochissimo, dopo una lunga gestazione, la prima fatica discografica di un gruppo molto interessante del panorama jazzistico italiano.
Millenovecento, il titolo dell'album e il nome del gruppo, è stato pubblicato dalla Doublestroke, è distribuito in tutto il mondo da Family Affair ed è il progetto ambizioso di quattro musicisti: Stefano Onorati, pianoforte, Nico Gori, sassofoni e al clarinetto, Franco Nesti, contrabbasso ed Ettore Fioravanti, batteria.
Ambizioso già nel nome, quel Millenovecento, in riferimento

al secolo dal quale è nato e si è sviluppato il jazz, elemento che ha finito per impregnare con la sua forza tutta la musica (nessuna esclusa) prodotta dopo la sua nascita, è il frutto delle idee e della frequentazione quasi quotidiana tra Stefano Onorati e Nico Gori a cui si sono unite due colonne della musica di improvvisazione jazzistica italiana: il contrabbassista Franco Nesti e il batterista Ettore Fioravanti.
Dieci i brani (in realtà 11 con un "ghost track" dedicato a Umberto Bindi in "stile grammofono") in cui il repertorio tenta di dare uno sguardo stupefatto alla musica che ha attraversato il secolo scorso. Così ai brani originali, firmati da Onorati e Gori, si affiancano tre autori distanti tra loro nel tempo, nello spazio e nelle idee, dando vita a una musica varia e potente, mai banale: Gilbert Becaud, uno degli chansonnier francesi più conosciuti al grande pubblico, Camille Saint Saens, fecondo autore classico a cavallo tra 800 e 900 ed Henry Mancini, formidabile compositore di memorabili colonne sonore: tutti e tre, più o meno, influenzati storicamente dal jazz.
L'impressione sonora, il primo impatto col materiale musicale di questo disco, rivela un profondo interplay tra i musicisti, una intima conoscenza della musicalità dell'altro che si evidenzia quando Onorati e Gori disegnano un personale Moon River (di Henry Mancini), volatile e incisivo allo stesso tempo; oppure quando il quartetto si scatena nelle improvvisazioni di Glasierte Früchte o di Uno spazio nel tempo: un vero e proprio "divertissement" a quattro, in cui ognuno trova il suo spazio ogni volta reinventato al momento, in base ai soli stimoli che ogni musicista riceve dagli altri.
Sembra di vederli, col sorriso sulle labbra, come se giocassero a briscola e scopa seduti a un tavolo verde.

Stefano Cavallini

09 novembre, 2006

Nove esauriti per il Flauto Magico di HabaneraTeatro al Palamostre di Udine

Cresce l'interesse per il lavoro di HabaneraTeatro la nostra piccola compagnia teatrale, assolutamente non finanziata, che con la messa in scena dell'opera lirica Il Flauto Magico di Wolfgang Amadeus Mozart, riduzione per marionette a bacchetta e attore (unica in Italia), colleziona la bellezza di 9 esauriti, per un totale di quasi 4500 spettatori.

La faccenda accade in questi giorni a Udine (Il Flauto Magico di HabaneraTeatro sarà al Teatro Palamostre nei giorni 14 e 15 novembre e 19 e 20 dicembre) dove il direttore artistico del Teatro Nuovo Giovanni da Udine che ha commissionato le repliche, Carlo De Incontrera, si è trovato a dover far fronte a una massiccia richiesta da parte delle scuole del comprensorio, mettendo in difficoltà anche la normale programmazione e obbligando l'organizzazione ad accontentare chi era rimasto fuori dalle due repliche programmate.

Il fatto probabilmente non ha precedenti in Italia e indica un malessere che senz'altro colpisce un po' tutti, non solo le giovani generazioni e chi ha il compito (ingrato) di educarle.
Certo la produzione (in lingua originale tedesca il cantato e in italiano la parte narrata) di un'opera di Mozart particolarmente adatta ad essere portata in scena con l'ausilio delle marionette (non a filo, ma a bacchetta sul nero, una particolare tecnica simile al bunraku giapponese) attrae molto, ma senza dubbio accadimenti di questa portata, scoprono una situazione culturale drammatica.
Il teatro dei burattini e delle marionette (spesso detto "di figura") da sempre svolge, più o meno approfonditamente, il compito di narrare. E il "cunto", come nel suo bellissimo dialetto lo definisce Mimmo Cuticchio, oggi è praticamente perso.

Si è perso nel turbine del vedere senza osservare, del partecipare senza partecipazione, del giocare senza immaginazione che opprime gli adulti di oggi e di conseguenza i loro bambini.
Ma questi, più degli adulti, ormai rassegnati, hanno sete di narrazione, di racconti, di storie, di "cunto", insomma.
E oggi nessuno più narra.
Le nonne alle prese con le soap operas e le telenovelas, le madri e i padri annullati nel vortice del lavoro quotidiano che toglie il respiro e non dà nessuna possibilità alla mente di elaborare qualcosa al di fuori della quotidianità, idem per gli altri parenti più stretti, nonni compresi, che magari hanno continuato a lavorare, dopo aver superato l'età pensionabile.
E la sera la televisione prevale sulla stanchezza, vince la passività.
I giochi elettronici, moderni compagni di gioco, pur nella loro raffinatezza e attrazione, non narrano, o meglio: non lasciano niente all'immaginazione.

La televisione, nelle rare volte in cui narra, offre narrazioni prive di magia.
La letteratura, purtroppo, sta diventando materia e attività in estinsione, come quei mestieri rari e antichi che nessun giovane si sente di fare. Resiste quella più di consumo (che non può chiamarsi letteratura), sia per adulti o per ragazzi, ma questa non narra: propone sit-comedy televisive o simili su carta, sempre uguali a sé stesse.
E dunque rimane la scuola, pur nella sue ridottissime possibilità, dove si insegna ancora a immaginare; e rimane il teatro.

Quello però che racconta, non quello nutrito e ingrassato dalla televisione, visto, rivisto e già digerito al momento che ci sediamo sulla poltrona, no, non quello.
E' il "cunto" a riservare le soprese più belle, quello in cui, quando sediamo, non sappiamo bene cosa stia per accadere.
Ecco di cosa ha bisogno il pubblico di oggi: di sorprendersi a sorprendersi, di farsi portare per mano nel mondo dell'immaginazione, la propria, quella che nessuno può togliere a nessuno, neanche con mille polizieschi o mille Mission Impossible, ormai semplici variazioni sul tema, sempre uguali a se stessi. Noiosi.

02 settembre, 2006

Chiude con il Flauto Magico di Mozart, il XIX Festival Internazionale delle Figure Animate di Perugia


Il Flauto Magico di Wolfgang Amadeus Mozart, messo in scena dalla compagnia Habanera Teatro, chiuderà il XIX Festival Internazionale delle Figure Animate di Perugia sabato 2 settembre alle ore 22,30.
Questa data segna la fine di una intensa estate di repliche, dopo il debutto il 6 maggio presso il Laboratorio di Arte Contemporanea della Fondazione Teseco per l'Arte a Pisa.
L'attività della compagnia riprenderà nel mese di novembre con l'inizio della tournée invernale che la vedrà impegnata nella stagione del Teatro Nuovo Giovanni da Udine (all'interno del Museo di Arte Moderna), a Pordenone e a Mestre.

18 agosto, 2006

Barga Jazz nel 20. anno dedicata a Bruno Tommaso.

di Stefano Cavallini
Habanera notizie
Compie vent'anni (nonostante sia la 19a edizione, a causa di un anno saltato per mancanza di fondi) il Concorso Internazionale di Arrangiamento e Composizione per Orchestra Jazz di Barga, più brevemente: Barga Jazz, che prenderà il via il 18 agosto, ma che vedrà il suo apice nei giorni 24, 25 e 26 agosto, quando la Grande Orchestra salirà sul palco ad eseguire le sezioni più importanti del concorso.
Quest'anno il festival, praticamente unico nel suo genere, è dedicato al suo infaticabile mentore: Bruno Tommaso, musicista, compositore e direttore d'orchestra di fama internazionale, che il mondo c'invidia, ma che lo Stivale Italico purtroppo quasi ignora.
Grande didatta, non ama particolarmente dirigere (ma chi può farlo meglio di lui oggi in Italia?), sempre in bilico tra modernità e classicità, insegna contemporaneamente contrabbasso classico e arrangiamento jazz, suona indifferentemente Domenico Modugno o Bizet ed è dotato di grande ironia e umiltà (qualità questa che certo gli ha remato contro).
Il concorso (perché di una competition vera e propria si tratta) si è arricchito per questa volta di una sezione in più, la E: riservata ai direttori d'orchestra, o meglio, a coloro che si cimenteranno nella non facile arte del dirigere una grande orchestra jazz.
Le altre sezioni sono le ormai classiche: la A, riservata agli arrangiamenti su musiche di Bruno Tommaso; la B, riservata alle composizioni originali; la C, riservata ai seminaristi di Siena Jazz; e infine la D, riservata ai gruppi emergenti.
Dunque un festival diverso, non una semplice serie di concerti (che comunque sono previsti in località più o meno vicine a Barga, sempre nella Valle del Serchio), ma un impegno organizzativo e artistico non indifferente che presuppone, la selezione a monte delle opere e dei partecipanti (sez.D), costi di soggiorno e di prove per gli orchestrali, nonché la costituzione di una giuria. Per non parlare poi delle altre infinite piccole e grandi cose che una organizzazione del genere comporta.
Ma prima del lavoro organizzativo, Barga Jazz è importante perché produce musicisti e compositori, offre il lasciapassare a chi pensa o spera di poter fare, della musica, la sua vita. E in questo Bruno Tommaso ha sempre rappresentato il deus ex machina della manifestazione, colui il quale riesce a mostrare, nel migliore dei modi, il lavoro compositivo degli altri; il garante per eccellenza di un duro lavoro che è scrivere musica per un'orchestra (non tutti nascono Mozart); ed è anche per questo motivo, oltre naturalmente alla sua statura artistica, che la dedica di Barga Jazz era quantomeno doverosa, proprio nel suo sessantesimo compleanno.
Auguri Bruno!